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Vendemmia, non solo gelate e siccità: il pericolo ora sono anche i cinghiali
Assetati e affamati “attaccano” le vigne. I viticoltori anticipano la raccolta: si prevede buona qualità ma poche bottiglie
Stefano Bramanti
Portoferraio. Vendemmia anticipata in diverse realtà agricole dell’isola. I coltivatori del Consorzio di tutela dei vini Doc dell’isola annunciano prospettive buone per qualità ma non rosee in fatto di quantità. Ha influito negativamente la brinata di aprile e l’attuale siccità. Poi c’è un’altra “calamità” che rischia di mettere a rischio la produzione di vini isolani: “l’esercito” di cinghiali che scorrazzano ovunque in cerca di acqua e la trovano nei grappoli d’uva delle vigne. E c’è chi ha chiesto le autorizzazioni alla Regione per usare il fucile per “difendersi” dagli ungulati o chiederà di nuovo l’aiuto della polizia venatoria provinciale che ha già abbattuto quattro animali alla Sabatinaccia. Il rischio è che le cantine dell’anno prossimo siano semivuote mentre il vino Doc elbano va forte in ristornati, alberghi e molti turisti lo vanno a cercare nelle tenute agricole, vista la qualità ormai nota a livello nazionale e internazionale.
Come risolvere il problema? Anzitutto con più vigne, se possibile, ma Guido Allori parte dal tema cinghiali: «Ce ne sono ormai in quantità esagerate, forse sono ancora più prolifici? E infatti vediamo arrivare in vigna frotte di piccoli che si infilano da tutte le parti, assetatati per la siccità. Le recinzioni con fili elettrici non risolvono, gli animali più grossi sfondano aprendo la strada per tutto il resto del branco. Ci vogliono barriere robuste di metallo. Gli ungulati danneggiano ovunque i giardini. La politica intervenga in modo concreto». E la vendemmia? «Avrà minore resa –, conferma Allori –, ha inciso la gelata di aprile che ha danneggiato i grappoli in fiore e in seguito non ha giovato la forte siccità. Anche quest’anno la nostra cantina ha poche bottiglie ormai. Abbiamo un po’ di Aleatico Docg che serbiamo per i clienti abituali. Bisogna tentare di aumentare la superficie coltivata, ma burocrazie pesanti ci frenano e i terreni pianeggianti sono ormai quasi tutti sfruttati. Anche qui la politica deve aiutare il nostro comparto: diamo un’immagine positiva all’Elba, stante l’ottima qualità dei vini».
Gianluigi Rossì dell’azienda agricola la Sabatinaccia della Valdana conferma che la quantità sarà ridotta per via della gelata primaverile: «Si parla di ampliare le vigne, ma nel mio caso non credo sarà possibile. Ci vogliono autorizzazioni e procedure amministrative complesse e lunghe e alla fine vengono concessi limitati aumenti di superficie. Poi siamo tormentati dai cinghiali. La Regione Toscana ha stabilito che gli agricoltori dotati di porto d’armi possono sparare per abbattere i cinghiali presenti nel proprio terreno, ma con tanta affluenza di turisti non è semplice armare il fucile. Mi sono rivolto alla Regione e mi hanno mandato agenti della polizia venatoria provinciale che hanno valutato la situazione e hanno deciso di appostarsi all’imbrunire, nel mio terreno, e sparando hanno abbattuto quattro cinghiali. Dopodiché, con un decreto ad personam, regolamentato, mi è stata data la possibilità di fare altrettanto autonomamente avendo il porto d’armi. Se sarà necessario agirò, del resto non possiamo subire e basta. Ho notato che dopo la sparata del vigili provinciali, gli animali non si sono più visti».
Infine abbiamo sentito anche Antonio Arrighi, uno degli agricoltori più impegnati in questo momento: «I vini Doc rimasti nella mia cantina sono Elba Rosso, Elba Vermentino e Rosato. Esauriti i vini in anfora e l’Aleatico. Sta per diventare produttivo un mio vigneto nuovo, per essere fruibile devono passare quattro anni. Nel 2010 mi ero posto l’obbiettivo di arrivare a produrre 50mila bottiglie l’anno, è utile sviluppare l’azienda visto la disponibilità di terreni di proprietà, ma oggi mi rendo conto che tale cifra non è più sufficiente. Devo ancora investire per aumentare la superficie vitata. E questo penso sia il problema di tutti i miei colleghi elbani. I fili elettrici di recitazione non sempre riescono a fermare i cinghiali, anche loro soffrono questo incredibile periodo di siccità. La vendemmia di quest’anno? Già raccolte le uve precoci, ora ci impegniamo per le uve Aleatico. La siccità incide ma l’uva bianca è molto bella e quella rossa dipende dal tipo di esposizione. Una vendemmia sempre più anticipata, da ragazzo si finiva i primi di ottobre, ma il clima è cambiato».
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