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l’emergenza 

Il sindaco di Portoferraio ora chiede alla Regione interventi drastici e risolutivi sui cinghiali

Antonella Danesi
Il sindaco di Portoferraio ora chiede alla Regione interventi drastici e risolutivi sui cinghiali

Cresce la richiesta di sicurezza dopo il nuovo incidente stradale in cui è rimasto coinvolto uno scooterista

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PORTOFERRAIO. L’emergenza cinghiali diventa sempre più pressante e richiede soluzioni. L’incidente che si è verificato venerdì sera ha dimostrato che il sovraffollamento degli ungulati, oltre ad essere una minaccia per la biodiversità e per le coltivazioni che continuano ad essere sistematicamente distrutte, sta diventando anche un problema di sicurezza. Venerdì infatti si è verificato un grave scontro tra un cinghiale e uno scooterista che ha reso necessario il trasferimento del ferito con l’elisoccorso in una struttura del continente viste le gravi condizioni dell’uomo. Non è il primo caso che si verifica quest’estate e le segnalazioni della presenza degli ungulati si ripetono in diverse zone. Il problema cinghiali non può esser rimandato e infatti proprio in questi giorni il presidente della Conferenza dei sindaci e sindaco di Portoferraio, Angelo Zini ha inviato una lettera alla Regione per individuare interventi drastici che vadano verso la riduzione della popolazione di ungulati.

Il Parco Nazionale sta continuando ad intervenire nelle zone di sua competenza, nelle aree protette e tra abbattimenti e catture, in 45 giorni, dal mese di luglio fino a metà agosto sono stati presi 164 cinghiali. «Tutto quello che possiamo fare lo facciamo – commenta il presidente dell’ente parco Giampiero Sammuri - e continuiamo con gli interventi di cattura e controllo ma bisognerebbe agire su tutto il territorio dell’isola».

A questo punto diventa un problema politico, secondo Umberto Mazzantini, consigliere del Parco e esponente di Legambiente che sottolinea come sia necessario partire dal «togliere l’isola d’Elba dalle aree vocate a cinghiale, in modo poi da poter operare una fortissima riduzione dei cinghiali, che non avverrà attraverso l’attività venatoria – precisa Mazzantini - che ha causato il problema. Una questione che deve essere valutata dalla Regione e dal governo centrale perché le due specie importate sull’Elba, cinghiali e mufloni, stanno devastando la biodiversità ed ora sono diventati anche un problema di sicurezza». Mazzantini ricorda come l’Italia abbia aderito alla richiesta di rendere protetto il 30% del territorio a terra e a mare. Ed una delle questioni da risolvere in questa ottica è proprio quella delle specie introdotte nelle isole, dove creano danni maggiori. Da tempo viene ipotizzata anche l’eradicazione degli ungulati «che è già stata fatta in altre isole anche più grandi dell’Elba – prosegue Mazzantini - e anche qui si può fare. Basta mettere in campo le risorse. Il problema investe anche i nostri Comuni che credo debbano decidere una volta per tutte sulla questione. Non tutti sono concordi sulla strada di intraprendere, ma ognuno ne risponderà ai propri cittadini».

Anche l’azione del presidente della comunità del Parco passa dal confronto con i suoi colleghi sindaci oltre che con il Parco Nazionale e la Regione. Un percorso coordinato su cui si aprirà la discussione nelle prime settimane di settembre per decidere «interventi drastici che vanno nella direzione del contenimento dei cinghiali», annuncia Zini. E che passano attraverso la possibilità da parte della Regione di togliere l’Isola d’Elba dalle aree vocate al cinghiale. Se così sarà dovrà essere messo in piedi un progetto di intervento. «Se si arrivasse a questa decisione - sottolinea Zini - dovremmo avere pronto un progetto e organizzare un’alternativa che coinvolga anche tutta l’area venatoria. Nelle prossime settimane vedremo come agire perché questo problema non può essere più rimandato. E’ necessario - conclude – un confronto con le istituzioni e con i sindaci elbani che non hanno tutti la stessa posizione».

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