Il Tirreno

complicati soccorsi a Pianosa 

Punta da un insetto rischia di soffocare Turista salvata dalla penitenziaria

Stefano Bramanti
Punta da un insetto rischia di soffocare Turista salvata dalla penitenziaria

Decisivo l’intervento del medico della Croce Rossa Morano La ragazza era a bordo di uno yacht «Non respirava più» 

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Stefano Bramanti

PIANOSA. È stata punta da un insetto alla glottide. In pochi minuti è gonfiata e ha rischiato di soffocare. E solo grazie all’intervento immediato della penitenziaria di stanza a Pianosa Sarra, una giovane turista di origine marocchine, residente in Italia, si è salvata. La turista si trovava a bordo dell'imbarcazione francese Mama, uno yacht di circa 20 metri che era partito nella giornata di mercoledì 18 agosto da Bastia, in Corsica, ed era diretta all'Elba.

La barca ha chiesto soccorso via radio ed è stata raggiunta dagli uomini della polizia penitenziaria a bordo della motovedetta Z6, agli ordini del comandante di pattuglia Gaetano Librando. Con loro era presente il dottor Pasquale Morano, medico che presta servizio volontario in nome della Croce Rossa Italiana a Pianosa. Solo pochi giorni fa Il Tirreno aveva riferito delle caratteristiche di tale servizio. Ma vediamo di ricostruire come si sono svolti i fatti di questo importante soccorso, raccontati dal medico e dal comandante della motovedetta. «Siamo riusciti a risolvere un problema di salute piuttosto grave, grazie all'intervento della motovedetta della Polizia penitenziaria che mi ha trasportato fino all'imbarcazione francese, dove ho trovato una ragazza sofferente perché non riusciva quasi più a respirare (dispnea, ndr). Probabilmente era stata punta da un insetto e presentava un preoccupante edema (gonfiore) della glottide (valvola che chiude la trachea quando si inghiotte il cibo). Era stato quindi richiesto soccorso e li abbiamo raggiunti il mare, vicino alla costa di Pianosa e come dicevo la giovane aveva una forte dispnea. Allora ho immediatamente somministrato del cortisone e la situazione critica si è risolta felicemente. Lo yacht ha potuto proseguire il viaggio verso l'Isola d'Elba».

«Questo episodio – aggiunge il dottor Morano – dimostra ancora una volta l'importanza della presenza del nostro servizio medico sulla piatta isola: in certi casi si possono realizzare anche interventi salvavita». Ed ecco anche una sintesi del rapporto steso dal comandante della polizia penitenziaria di stanza a Pianosa Librando che ha diretto le operazioni di soccorso: «Intorno 14,20 dello scorso mercoledì, la nostra motovedetta della Polizia penitenziaria Z6, si trovava in porto sull’isola di Pianosa per compiti istituzionali, con a bordo l'equipaggio. Abbiamo notato avvicinarsi dalla Punta Marchese, uno yacht che si dirigeva a velocità sostenuta verso l'imboccatura del porticciolo dell’isola. Abbiamo allora mollato prontamente gli ormeggi raggiungendo l'imbarcazione verso Cala Giovanna. Abbiamo intimato di fermarsi essendo interdetta la navigazione entro un miglio dalla costa dell'isola. Raggiunta l'imbarcazione il comandante ci ha riferito di aver bisogno urgente di un medico, in quanto una ragazza a bordo era stata punta da insetto e aveva una crisi respiratoria. A questo punto abbiamo immediatamente avvisato i colleghi in servizio a Pianosa dell'accaduto, in modo che avvisassero il medico in servizio, del bisogno di un suo intervento. Abbiamo invitato lo yacht a mantenere la posizione e siamo rientrati velocemente in porto per imbarcare il medico che già ci aspettava in banchina. Siamo ripartiti e ci siamo avvicinati all'imbarcazione e sebbene l'attracco fosse difficoltoso, per via del vento di maestrale, il medico è potuto salire a bordo dello yacht ed ha fatto un intervento di circa 10 minuti. Abbiamo poi ripetuto la manovra di affiancamento per prelevare il dottor Morano, e lo abbiamo ricondotto a terra. Tutto quindi si è ben risolto».

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