Sull’omicidio Arduini si attendono i risultati dei rilievi nell’alloggio
PIOMBINO. Si indaga ancora, a tutto campo, sulla morte di Nicola Arduini, il 77enne ex commerciante ucciso nella sua casa, dove è stato ritrovato senza vita mercoledì scorso.
I carabinieri lavorano ancora sui tabulatati ma c’è attesa per i primi risultati dei rilievi di polizia scientifica effettuati all’interno dell’appartamento di via Cellini 13.
L’assassino potrebbe aver lasciato impronte o tracce biologiche, che potrebbero risultare utili.
Elementi importanti si attendono anche dall’autopsia, che il dottor Luigi Papi effettuerà con ogni probabilità all’inizio della prossima settimana all’istituto di medicina legale di Pisa, dove la salma era stata subito trasferita. Mentre circolano illazioni di ogni tipo gli investigatori (l’indagine guidata dalla pm Sabrina Carmazzi è diretta sul campo dai carabinieri di Piombino e del nucleo investigativo provinciale) lavorano in silenzio nell’attesa dei risultati di polizia scientifica.
A dare l’allarme intorno alle 10 di mercoledì erano stati i i familiari, che invano avevano cercato di mettersi in contatto con Arduini. Alla fine avevano deciso di andare a casa di via Cellini, compiendo la tragica scoperta:
Arduini era in terra in cucina, a pancia in giù, con indosso il pigiama. Dal corpo partiva una macchia molto estesa di sangue, con una vasta ferita al volto, che poi l’esame del medico legale ha stabilito essere stata provocata dai colpi assesstati con un oggetto contundente, forse un martello, non ritrovato. La camera da letto era completamente sottosopra, il materasso buttato a terra, comodini rovesciati, l’armadio aperto col contenuto gettato a terra. Nel resto dell’alloggio, invece, era tutto in perfetto ordine. Nessun segno di effrazione alla porta d’ingresso, così da far pensare che l’anziano ha aperto la porta al suo aggressore.
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