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Padre di un disabile: Ferrari deve aiutarci

Valeria Parrini
Padre di un disabile: Ferrari deve aiutarci

Il figlio in crisi respiratoria, nessuno poteva toccare la macchina dell’ossigeno. Il sindaco: come sempre faremo la nostra parte

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Valeria Parrini

PIOMBINO

Crisi respiratoria in un disabile grave. E’ il medico curante, raggiunto per telefono, a dire cosa fare. C’é una manopola da far ruotare. Basta un clic che faccia passare il valore da 0,5 ad uno per aumentare il flusso di ossigeno.

Chi fa assistenza, però, non lo fa. Esegue le direttive della coop per cui lavora. E aggeggiare sulle macchine è cosa da infermieri. Non da operatori sociosanitari come lei e le altre colleghe che 24 ore su 24 si alternano nell’appartamento.

Arriva una vicina di casa e risolve tutto. Provvede a far scattare quel poco la manopola e quando la saturazione torna nei limiti, a ripristinare il flusso ordinario. Perché anche troppo ossigeno può uccidere.

Alberto Guerrieri, fondatore dell’associazione Vita Dignitosa e padre dell’uomo, ha descritto la sua esasperazione in un video lanciato sui social. Le immagini lo mostrano mentre nella notte raggiunge l’abitazione del sindaco Francesco Ferrari per chiedere un suo intervento. Richiesta che, però, resta nell’audio. «Non me la sono sentita di suonare», racconta Guerrieri il giorno dopo. Con la moglie, entrambi ottantaduenni, vive in un’altra casa per rispettare il desiderio del figlio che però vedono ogni giorno.

«Un pezzetto alla volta, grazie agli interventi dei sindaci Gianni Anselmi, Massimo Giuliani e adesso Ferrari, abbiamo ottenuto l’assistenza che l’Asl ha affidato alla Coop Cuore e copre tutto l’arco della giornata. Le operatrici sono persone meravigliose che – tiene a sottolineare – hanno instaurato un rapporto affettivo importante col nostro ragazzo. Accanto a loro, si alternano due badanti che, in caso di emergenza, applicano le direttive. In questi giorni sono via».

«Col tempo – prosegue Guerrieri – le necessità assistenziali sono cambiate. Se mio figlio, adesso che siamo ancora qua, ha rischiato di morire questa e altre volte per lo stesso motivo, cosa può accadere dopo di noi»? Una domanda che assilla la sua e altre famiglie.

All’elemento delle mansioni e delle responsabilità, l’uomo contrappone il Codice penale negli articoli che richiamano all’obbligo di intervenire in casi di conclamata necessità, specie se su richiesta medica. «Far scattare di quel poco la manopola, tutelerebbe per prime le Oss qualora succedesse qualcosa. Nel frattempo si possono adottare protocolli stringenti», aggiunge.

Nella replica, Ferrari prende le distanze dalla scelta del filmato. Afferma di comprendere la disperazione di Guerrieri che conosce per le molte volte che, con la giunta, ha cercato soluzioni. «Il Comune – dice – non ha competenza ma ha sollecitato l’Asl ad aumentare i servizi. L’abbiamo invitata a firmare un protocollo per cui, se nessun familiare è in casa, l’assistente può contattare la guardia medica o il 118 e chiedere l’autorizzazione a somministrare più ossigeno. Faremo ancora la nostra parte su questa e altre necessità».

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