Il Tirreno

Omicidio Arduini, il denaro al centro delle indagini dell’Arma

Cristiano Lozito
Omicidio Arduini, il denaro al centro delle indagini dell’Arma

Sentiti i vicini di casa, ancora dubbi su quale sia stata l’arma del delitto Il suo avvocato, Nicola Giribaldi, spinge per l’ipotesi di un ladro sorpreso sul fatto

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Cristiano Lozito

PIOMBINO. Le indagini dei carabinieri sull’omicidio di Nicola Arduini, il 77enne ex commerciante ucciso nella notte tra martedì e mercoledì nel suo alloggio di via Cellini 13, procedono su vari binari: il primo è legato alla ricostruzione delle ultime ore dell’anziano – ai domiciliari per una vicenda di droga, per la quale è in corso un procedimento giudiziario, ma con la facoltà di uscire alcune ore al giorno – anche con l’esame dei tabulati telefonici.

Ma pur nell’assenza di dichiarazioni, è ovvio che gli investigatori (l’indagine è affidata ai carabinieri della compagnia di Piombino, guidata dal capitano Luca Saliva) si attendono molto dalle testimonianze delle persone che per varie ragioni erano in contatto con Arduini. Per capire se appunto chi ha ucciso l’ex commerciante cercava, ipotesi più accreditata al momento, del denaro, o se altri motivi personali potevano aver attirato l’odio di qualcuno nei suoi confronti.

È ancora in dubbio inoltre quale sia stata l’arma del delitto: se l’ipotesi è quella di un omicidio avvenuto al culmine di un litigio, l’assassino potrebbe aver usato qualche oggetto trovato in casa sul momento. Il corpo era riverso a terra a pancia in giù, c’era molto sangue e certo Arduini è stato colpito alla testa, ma non è certo che sia stata la ferita mortale, e se abbia ricevuto anche dei colpi con un oggetto acuminato, forse durante la colluttazione.

Continueranno probabilmente a esser ascoltate anche persone che abitano nel condominio, ma visto che il ritrovamento del corpo è avvenuto al mattino da parte dei familiari, al momento pare che nessuno abbia sentito qualcosa durante la notte, tanto da far pensare che il delitto – avvenuto in cucina – si sia consumato in tempi molto rapidi. Certo poi l’omicida si è diretto nella camera da letto rovistando ovunque e lasciando la stanza a soqquadro.

Tanti elementi in campo, dunque. L’avvocato di Arduini, Nicola Giribaldi, scarta decisamente l’ipotesi di un delitto maturato nel mondo della droga, ritenendo piuttosto che si sia trattato «di un ladro sorpreso da Arduini, che lo ha ucciso quando lui ha reagito».

Ma chi era Nicola Arduini? Arrivato ormai molti anni fa a Piombino dalla Campania, aveva aperto un bel negozio di abbigliamento in corso Vittorio Emanuele, “I veneziani”. Lo aveva gestito a lungo, poi aveva chiuso, e si era ritirato in pensione. Tre figli, uno lo aveva perso di recente per un incidente di moto.

Nessun guaio particolare, tanto che il suo nome era arrivato sulle cronache dei giornali solo nell’ottobre del 2020, col sequestro nella sua casa di cocaina, hashish e seimila euro in contanti. La polizia riteneva che fosse il “magazziniere” di Giuseppe Ruocco, pluripregiudicato di origini campane, anch’egli ai domiciliari in attesa del processo per quella vicenda. —

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