Italia
Fondazione Elba: «No al dissalatore Valutiamo soluzioni alternative»
Capoliveri. No della fondazione Isola d’Elba al progetto di dissalazione previsto nella zona di Mola a Capoliveri. L’onlus sottolinea come uno studio dell’Università di Pisa bocci da un punto di vista ambientale il dissalatore e chiede di valutare soluzioni alternative. «La Fondazione ha una posizione contraria a questo progetto nella sua attuale configurazione – si legge in un comunicato stampo –, ma ben consapevole che l’acqua è un bene primario per il territorio è intenzionata a promuovere un più ampio dibattito sul problema dell’approvvigionamento idrico dell’isola d’Elba. Come sempre diamo la massima disponibilità a collaborare con ogni ente interessato mettendo a disposizione tutte le conoscenze acquisite».
«Come dichiarato nello Statuto costituente, uno degli scopi primari della fondazione è la salvaguardia dell’ambiente e la tutela della qualità del mare che, in quanto tali, costituiscono il “capitale di base” su cui è fondata l’economia elbana – è la premessa che la fondazione fa nella nota inviata alla stampa –. Siamo consapevoli che all’Elba esista il problema dell’approvvigionamento idrico nel periodo estivo di massima presenza turistica, e anche che gli effetti del fenomeno climate change possono modificare gli scenari delle soluzioni già studiate. In tale ottica è stato seguita con attenzione l’evoluzione del progetto del dissalatore da realizzarsi nella zona del golfo Stella, studiando il progetto e ascoltando con attenzione le posizioni di tutte le parti interessate.
«La Commissione ambiente – prosegue la fondazione – ha implementato una propria indagine marina nel golfo interessato dallo scarico della salamoia prodotta dal processo di dissalazione, analizzandone le correnti e tipizzandone il fondale e le praterie di posidonia esistenti. Il risultato delle indagini, avallate anche da ricercatori dell’Università di Pisa, è esposto in un filmato subacqueo accessibile liberamente su Youtube. A seguito dei risultati si riconosce nell’intervento del dissalatore un’azione in netto contrasto alla tutela della qualità del mare: a causa delle correnti e della particolare configurazione del fondale marino lo scarico della salamoia tenderebbe a restare intrappolato nel golfo, danneggiando irreparabilmente la biocenosi e quindi tutta la fauna marina della zona».
«Per tali motivi – conclude l’onlus ribadiamo la necessità di assoggettare comunque il progetto a una imparziale “Valutazione di impatto ambientale” (Via), anche alla luce della nuova normativa in itinere (“Salvamare” ). D’altronde gli effetti dello scarico dei dissalatori sul mare sono ben noti e sotto indagine ambientale in tutto il mondo. L’Elba non può rischiare il futuro del proprio mare che costituisce il suo capitale più prezioso. Anche alla luce degli sviluppi climatici globali si ritiene inoltre che debbano essere nuovamente indagate tutte le alternative possibili all’attuale progetto, sia come localizzazione fisica che come scelta tecnica (uso dell’acqua di ruscellamento)». —
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