Jsw, oggi il vertice al ministero Gli operai attendono delle risposte
PIOMBINO. Tempi chiari, importi degli investimenti promessi, certezze sulla realizzazione del forno elettrico per tornare a produrre acciaio e idee ben definite sul tipo di ammortizzatore sociale che servirà per tenere agganciati i lavoratori piombinesi al polo siderurgico, fino a quando il piano industriale annunciato si concretizzerà. Sono gli elementi che i sindacati e i lavoratori dello stabilimento Jsw di Piombino sperano di veder emergere dal tavolo al ministero dello Sviluppo economico che si terrà questa mattina (dalle 11,30) in videoconferenza.
L’incontro, chiesto a gran voce dai sindacati e dalle istituzioni locali, arriva dopo che, nelle scorse settimane, si è materializzato l’incontro tra il management di Jsw Italy, a partire dal magnate indiano Saijan Jindal e dal vicepresidente di Jsw Italy Marco Carrai, con il ministro Giancarlo Giorgetti, a cui ha fatto seguito un nuovo incontro tra l’azienda e la Regione Toscana. Entrambi i vertici sono stati definiti “positivi” e “costruttivi”, ma i contenuti non sono ancora stati riferiti ai sindacati che contano di avere le idee più chiare nella giornata di oggi. Al termine dell’incontro tra ministro e azienda è stata pubblicata una nota scarna con la quale si dava notizia di come le parti avessero «condiviso le linee guida di un piano industriale realistico e sostenibile per un progressivo, concreto rilancio e sviluppo del sito di Piombino. Sono stati inoltre concordati approfondimenti sul dossier, che avverranno nelle prossime due settimane, su un coinvolgimento di Invitalia per un eventuale ingresso nella società».
In quegli stessi giorni, dopo mesi di silenzio su tutti i fronti, il gruppo indiano aveva espresso in una lettera inviata al ministro Giorgetti, l’intenzione di non lasciare Piombino, dicendosi pronto a investire 75 milioni per i laminatoi, a realizzare un forno elettrico da 1,2 milioni, con il sostegno di un’agenzia governativa e di nuovi soci privati (mantenendo però la maggioranza). Gli stessi indiani non hanno gradito le “intromissioni” degli industriali del nord che aveva espresso interesse nei confronti di Piombino, esclusivamente per la realizzazione di un hub per il preridotto e per sfruttare il treno rotaie. Jindal non vuole mollare Piombino, ma adesso Piombino attende gli indiani alla prova dei fatti, perché il dato di fatto è che l’azienda ormai si trova in una situazione di paralisi da troppo tempo. Quello che gli addetti ai lavori temono, dopo una serie infinita di incontri, tavoli e annunci è un nuovo incontro interlocutorio, senza risposte chiare e in qualche modo definitive. Anche perché i tempi iniziano a farsi stretti, sul fronte delle tutele occupazionali. Il prossimo mese di settembre scadrà la cassa integrazione per gli addetti di Piombino Logistics, circa 160 lavoratori), l’azienda che gestisce gli impianti portuali dello stabilimento. Il punto fermo che i sindacati intendono fissare con l’azienda è la garanzia di tutti i posti di lavoro fino a quando il piano industriale andrà a regime. —
Lu.Ce.
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