Il Tirreno

Il caso 

Il Club 64 riapre come bar tra le proteste dei vicini

Giuseppe Boi

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Giuseppe Boi

Portoferraio. Il Club 64 ha riaperto i battenti. Non come discoteca – il governo Draghi ha confermato i locali da ballo notturno non possono riaprire a causa dell’emergenza Covid-19 –, ma come bar. Il mitico locale sulla Provinciale per Marciana non ha però rinunciato alla musica che, sebbene con un volume di gran lunga ridotto rispetto al passato, ha fatto subito scattare le telefonate alle forze dell’ordine per chiedere spiegazioni.

«Nelle estati normali ci deliziano con i loro decibel senza che le istituzioni facciano nulla, ma quest’anno c’è il Covid. Perché sono aperti? È possibile che diano ogni notte una festa privata?», sono le domande poste a carabinieri e polizia da alcuni cittadini che vivono vicino al locale.

Persone in realtà più “preoccupate” per il loro riposo notturno che per l’emergenza pandemica e che con le loro segnalazioni non hanno ottenuto nulla. «Il Club 64 è aperto come bar nel rispetto delle normative per l’emergenza coronavirus», è stata la risposta data dalle forze dell’ordine. Insomma, la musica c’è ma non si balla e le proteste dei vicini non hanno trovato alcun fondamento.

Il Club 64 è da 57 anni la discoteca elbana per eccellenza. Un luogo del divertimento per generazioni di elbani e di turisti anche perché il più frequentato e alla moda dell’isola. Un punto di riferimento per la vita mondana che ha condizionato intere generazioni e che ora è invece condizionato, come del resto tutti, dalla pandemia. L’anno scorso dovette chiudere i battenti a metà agosto, quest’anno ha riaperto come bar. —

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