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«La visita oculistica alla mia bambina, che brutta esperienza»
La protesta di una mamma dopo l’accesso in ospedale «È stata una giornata terribile, uno stress per la piccola»
PIOMBINO. A un anno è facile cadere. Specie se si è vivaci come lei. Nell’impatto col terreno qualcosa le penetra negli occhi. Si arrossano velocemente mentre la bimba li stropiccia, è inevitabile, con le manine.
«Meglio portarla al pronto soccorso», suggerisce la pediatra.
La storia comincia così. Non scriviamo i nomi dei protagonisti per la presenza di una minore.
«Al Pronto soccorso – racconta la mamma – mi hanno indirizzato in oculistica. Sul reparto il medico ha iniziato la visita con l’aiuto della luce del suo iPhone. Ha preferito che le goccioline per la dilatazione delle pupille le inoculassi io perché evidentemente ha più dimestichezza con gli adulti. Infine – prosegue la donna – mi ha chiesto di tornare giovedì, quando l’occhio sarebbe stato prevedibilmente meno infiammato. Ed eravamo a lunedì».
Rabbia. Preoccupazione. Di corsa con la bambina in braccio senza fermarsi al Pronto soccorso per ritirare il referto. Da dove la chiamano proprio per questo.
«È stato il medico che me lo ha consegnato a suggerirmi di andare in oculistica pediatrica a Pisa. Ho telefonato subito e – prosegue il racconto – mi hanno confermato la visita».
Il tempo di organizzare e via, verso Cisanello. Lì la piccola viene visitata e si accerta la presenza di polvere. Si praticano le cure e si fissa un controllo tra un mese. C’è da capire se si saranno verificate lesioni. Nel frattempo, la bimba dovrà portare gli occhiali protettivi.
«È stata una giornata terribile. Tra tampone, visite e il resto, mia figlia alla sera aveva la febbre a 40 per lo stress», prosegue la donna. Che ha deciso di raccontare l’accaduto per evidenziare una situazione che va oltre il disagio personale.
«Se fosse capitato a chi ha difficoltà a spostarsi o non ha soldi per rivolgersi a una struttura privata»? La domanda, alle fine, resta questa. —
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