Il Tirreno

La notte azzurra dei piombinesi tra bandiere, cori e fumogeni

La notte azzurra dei piombinesi tra bandiere, cori e fumogeni

Dopo l’ultimo rigore parato da Donnarumma esplode la gioia e tutti si riversano in strada Il centro bloccato da migliaia di persone a piedi, in scooter, in auto o in piedi sui furgoni 

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LA FESTA

Erano passati due o tre minuti da quando Gigio Donnarumma si era tuffato sulla sinistra per respingere il tiro di Bakayo Saka. A Wembley i rigori erano finiti da poco, l’Italia aveva appena vinto gli Europei di fronte a sessantamila inglesi ammutoliti e stizziti, e per le vie di Piombino si sentivano già i primi caroselli di auto e motorini. Mezz’ora dopo tutto il centro era pieno zeppo di gente. A piedi, in scooter, in moto, in auto, in piedi sui furgoni, tutti con le bandiere o le sciarpe o le magliette al vento, un delirio di gente pazza di gioia per la vittoria degli azzurri.

Gli snodi principali erano in piazza Verdi e in piazza Gramsci, dove auto e moto procedevano a un centimetro alla volta in mezzo alla folla, tra fumogeni e fuochi artificiali. Baci, abbracci e una voglia incredibile di sfogarsi dopo la lunga tensione. Ma anche dopo un anno e mezzo alienante di clausure, mascherine, divieti, lutti e dolori, preoccupazioni e incazzature. C’era voglia di far festa per tanti motivi, insomma. Il pallone li ha sintetizzati.

Nella zona davanti alla Coop era tutto intasato e così pure intorno alle mura del Rivellino e in via Giordano Bruno. Molte le auto con i portelloni posteriori aperti e ragazzi seduti nel bagagliaio. Spumanti a fiumi, fumo denso causato dalle moto più potenti che sgassavano in folle, un concerto di clacson, trombette, trombe vere e proprie, ma anche le campane della chiesa dell’Immacolata che a mezzanotte hanno suonato a festa. E poi apini con le casse stereo che diffondevano musica a tutto volume, cori da stadio tra cui l’immancabile Pooo-po-po che diventò la colonna sonora dei Mondiali 2006, anche quelli vinti dagli azzurri in Germania. Oltre al centro, anche le vie più periferiche si sono riempite velocemente di bandiere e fumogeni e trombette e di auto e di scooter, come viale della Repubblica, via Copernico, via Leonardo da Vinci. Via Lombroso era stata transennata mentre pattuglie dei vigili urbani, di carabinieri e polizia e vigilantes della Master security presidiavano i punti più caldi. In centro c’erano tutti. Grandi, piccini, soprattutto ragazzi. Quei ragazzi sotto i vent’anni per i quali questo titolo europeo della Nazionale è stato il primo da poter festeggiare. I millennials erano troppo piccoli per godersi il Mondiale del 2006 e non erano ancora nati quando l’Italia vinse il Mundial dell’82 in Spagna o quando conquistò il suo primo Europeo nel ’68. Questo, per loro, era dunque il primo titolo da festeggiare. Lo hanno fatto sin dalle prime partite, scendendo in piazza già dopo la prima vittoria con la Turchia, poi dopo quelle con la Svizzera e il Galles, nel girone di qualificazione. Con l’Austria, agli ottavi. Con il Belgio, ai quarti. Poi ancora dopo la sofferta vittoria ai rigori con la Spagna, in semifinale. Mancava solo la finalissima con l’Inghilterra da giocare proprio nel tempio del calcio inglese, a Wembley. Sembrava una missione impossibile, eppure già prima della partita, a Piombino, bastava fare un giro per imbattersi in gruppi di ragazzi organizzati in modo da vedere la partita insieme da qualcuno di loro o in qualche locale o al Castello, dove era stato piazzato un maxischermo. I ragazzi erano già tutti imbandierati, avevano le maglie azzurre, avevano le trombette. C’era paura ma fiducia. La sfida era cominciata malissimo, un gol a freddo e via a scalare la montagna. Anche ai rigori, al secondo giro l’errore di Belotti sembrava destinato a scrivere un’altra storia. Ecco perché, dopo l’impresa di Donnarumma, la gioia è diventata quasi incontenibile. Chi ha vissuto il Mundial 82 sa cosa significa partire da sfavoriti, cominciare malissimo e poi impazzire di gioia dopo aver messo sotto tutte le big. Euro 2020 è stata una cosa diversa, l’Italia è stata protagonista sin dal primo minuto. Eppure, a un passo dal traguardo, sembrava che il sogno potesse finire male. E invece no. E anche a Piombino è stata una notte di felicità. A margine di tutto, c’è da registrare una scazzottata fra due gruppi di minorenni, avvenuta poco dopo le due in piazza Verdi. A quanto pare sono gli stessi che si erano già scontrati un paio di volte durante i precedenti festeggiamenti. È l’unico episodio sgradevole di una notte magica. —

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