Il Tirreno

il retroscena  

Per tre indagati il pm ha chiesto l’archiviazione

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Erano undici le persone indagate nell’autunno dello scorso anno quando la procura chiuse l’inchiesta sulla cosiddetta “banda delle ville”. È confrontando il capo d’imputazione di otto mesi fa con quello con cui la procura ha chiesto il processo per nove indagati che emergono delle novità. La più importante è che per tre delle persone finite nei guai, i pubblici ministeri che hanno coordinato l’indagine della finanza, hanno chiesto l’archiviazione. A cominciare da due professionisti cecinesi: Damiano Leonetti, 60, ingegnere e appassionato di storia, e Benedetto Roventini, stessa età e socio del primo, architetto ed ex segretario dell’unione comunale del Pd di Cecina. Entrambi – difesi dall’avvocato Paolo Barabino – hanno chiesto di essere interrogati. È in questo contesto che hanno chiarito la loro posizione uscendo così dall’inchiesta. Stesso discorso per Paolo Capaccioli, 61 anni, fiorentino inizialmente indagato con l’accusa di truffa in concorso per un episodio finito all’interno dell’indagine. —

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