Il Tirreno

Il femminicidio di Portoferraio 

Marotti: «Non è stato ascoltato il grido d’aiuto lanciato da Silvia»

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Portoferraio. «Il tuo grido d’aiuto, cara Silvia, non è stato prontamente udito dalle persone che avrebbero dovuto tutelarti e proteggerti». È il j’accuse di Chiara Marotti che interviene sul femminicidio scoperto in questi giorni nell’isola d’Elba. La consigliera del Gruppo Rosa nel Comune di Portoferraio commenta l’assassinio di Silvia Del Signore, uccisa del marito Mohamed Seif a colpi di bastone nella baracca in cui la coppia viveva nel quartiere degli Orti. Un delitto avvenuto lo scorso 1° maggio per il quale martedì i carabinieri di Livorno e Portoferraio hanno arrestato il 45enne.

«Assistiamo a un femminicidio che poteva essere evitato: chi viveva al suo fianco ha fatto prevalere l’odio e la rabbia all’amore – scrive Marotti –. Un evento drammatico e preoccupante per il nostro territorio e l’Isola tutta. Il tema della violenza sulle donne riemerge in modo prepotente, una realtà, purtroppo, che si manifesta solo in occasione di una morte, ma sempre presente nel nostro quotidiano. Le difficoltà sociali ed economiche, accentuate in questa pandemia e i rapporti “malati”, fatti di gelosia e possesso, non devono rappresentare la scusante di condotte errate, che minano alla libertà individuale e al rispetto della persona».

Quindi la consigliera comunale invita tutti a intervenire: «Tutti noi, a partire dalle istituzioni, dobbiamo fare di più, sensibilizzando al tema della violenza ed alla presa di coscienza, favorendo ogni forma di accoglienza, ascolto e conseguente aiuto. Emerge ancor più potente il ruolo delle sentinelle rosa, che tutti noi possiamo esercitare se siamo attenti a cogliere i segnali di aiuto delle donne a noi vicine».

«Siamo impotenti rispetto alla tua morte Silvia, ma il nostro personale impegno nella lotta contro la violenza alle donne è ancor più forte di prima – conclude Marotti –. Ricordiamo ancora una volta a tutte le donne vittime di ogni tipo di violenza che possono rivolgersi al centro antiviolenza, presente nel nostro comune ed ai servizi della Asl, consultorio e codice rosa, dove poter trovare personale formato per supportare le vittime di violenza». –

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