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«Parodi mafioso»: una scritta oltraggiosa contro il vicesindaco e assessore alla cultura
«Non ho sporto denuncia, ma questo fatto mi ferisce profondamente». Tanta solidarietà, anche dagli avversari politici
PIOMBINO. “Parodi mafioso”: è questa la scritta a pennarello apparsa ieri mattina su una centralina della Tim in via Trento e Trieste. Prova a scherzarci Giuliano Parodi, vicesindaco e assessore alla cultura, ma si capisce che l’ha presa male. «Sì non mi preoccupa che qualcuno scriva o pensi male di me – dice al Tirreno – ma quell’aggettivo... proprio non mi va giù».
Chiaro, il fatto di essere definiti mafiosi non andrebbe giù a nessuno, vederlo scritto su un muro amplifica l’effetto, ma il vicesindaco spiega che quell’aggettivo «mi ferisce profondamente per la mia storia personale, con la figlia del giornalista Mauro Rostagno, con l’associazione Libera, per 15 anni di politica attiva, da consigliere, da sindaco, da assessore e prima ancora da capofila in movimenti e comitati che hanno sempre avuto come filo conduttore quello di combattere il sistema “mafioso” di molta troppa politica, quasi sempre in piazza e sulla stampa facendo nomi, cognomi e circostanziando fatti precisi».
Parodi spiega «di non aver denunciato il fatto alle forze dell’ordine. L’ho scritto su Facebook perché volevo far capire che non mi preoccupo e non ho paura. Certo continuo a pensarci, ma non riesco nemmeno a contestualizzare quest’offesa...».
«Mafiosi siete voi – ha scritto quindi il vicesindaco sul suo profilo Facebook – che nascosti nel buio scrivete sui muri, voi e i vostri amici degli amici ogni volta che tacete o avete taciuto, girato la testa e non denunciato un’ingiustizia. Io ho mille difetti ma non ho mai fatto compromessi e tanto meno fatto sconti a nessuno, e continuerò così perché è l’unica maniera che conosco per esercitare al meglio il mio ruolo istituzionale e prima ancora il mio ruolo di padre e di uomo libero».
Immediate le reazioni solidali, molte delle quali da personaggi politici di sponda opposta, partendo dalla sindaca di Campiglia, Alberta Ticciati, che su Fb scrive: «Giuliano hai tutta la mia vicinanza e la mia solidarietà. Te lo dico da donna, da mamma, da cittadino ma soprattutto da amministratore. Queste cose oltre a suscitarmi sdegno mi provocano amarezza e delusione perché mi interrogo sul ruolo di chi come me ha l’onere e l’onore di guidare la sua comunità e costruire una coscienza civica. E episodi come questi dimostrano che tanto c’è ancora da fare. Un abbraccio Giuliano e avanti a testa alta! ».
Poi Luigi Coppola, che invece è il portavoce della maggioranza che sostiene la giunta piombinese, dice che «non so cosa volesse intendere chi l’ha scritto. Le offese non hanno mai un senso, ma si mettono in conto nella vita. È ben diverso essere appellati come “mafiosi” , questo no non possiamo accettarlo. La “mafia” è male, solo male, perché è inumana, il peggio del peggio. Chi ha scritto quella frase, non ha offeso Giuliano Parodi, ma tutti coloro che la mafia l’hanno combattuta e osteggiata».
Solidarietà anche da Simone De Rosas, segretario della federazione Pd: «Un gesto indegno che qualifica chi lo ha fatto. Solidarietà sincera e un abbraccio».
L’elenco prosegue con Matteo Brogioni, assessore alle finanze a Campiglia: «Non siamo mai stati d’accordo pressoché su niente – scrive rivolto a Parodi – ma hai tutta la mia solidarietà per questo vile attacco».
Infine Carla Maestrini, ex assessora all’urbanistica a Piombino: «Solo una parola mi viene. Vergogna. Le scritte, le malignità, le offese, le delegittimazioni. Un modo meschino e indegno di concepire la dialettica politica. Lasciali alle loro miserie. Un abbraccio».
(cloz)
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