Il Tirreno

la crisi della siderurgia 

«Manifestiamo a Roma e ricostruiamo dalle macerie»

Luca Centini
«Manifestiamo a Roma e ricostruiamo dalle macerie»

I sindacati Fim, Fiom e Uilm organizzano il presidio davanti al ministero «Perdere altro tempo sarebbe una condanna»

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Luca Centini

PIOMBINO. L’obiettivo dei sindacati è chiaro. Fare in modo che il 7 luglio, la data della manifestazione in programma a Roma, si possa «finalmente ripartire a costruire dalla macerie». Sì, perché i sindacati parlano proprio di macerie, quando descrivono la situazione della Jsw, lo stabilimento ormai in rottura prolungata, e di Liberty Magona, sito produttivo in salute che avrebbe ordini e mercato, ma si è trovato all’improvviso nel pantano della crisi di liquidità del gruppo indiano che fa capo al magnate Gupta.

Il prossimo 7 luglio i sindacati metalmeccanici proclameranno, a meno di convocazioni sul filo di lana da parte del ministero dallo Sviluppo economico, uno sciopero generale che permetterà agli operai di partecipare alla manifestazione di protesta che si terrà sotto la sede del ministero. Il concetto è chiaro: se Roma non viene a Piombino è Piombino che va a Roma. Ma questa volta i sindacati e i lavoratori del sito produttivo piombinese non vogliono restare da soli, ma intendono passare all’incasso rispetto alla molte attestazioni di solidarietà, impegni assunti e parole spese da parte delle istituzioni e dei rappresentanti delle forze politiche, peraltro quasi tutti appartenenti a partiti che si trovano sotto l’egida del governo Draghi. «Quelle di Jsw e di Liberty Magona sono due vertenze diverse ma che sono accomunate da un unico aspetto, sono entrambe inascoltate – spiegano i segretari provinciali dei sindacati Fim, Fiom e Uilm – su Liberty occorrono soluzioni rapide per evitare che ci si trovi di fronte a un blocco definitivo della produzione. Ci sono stati dei contatti tra l’azienda e il ministero? Forse. Circola l’indiscrezione secondo cui sarebbe lo stabilimento di Galati nell’orbita Liberty a garantire i coils da lavorare a Piombino. La soluzione toglierebbe l’autonomia al sito piombiese, ma garantirebbe la ripresa delle produzioni. Di questo, però, i sindacati non sanno niente e il governo latita. Su Jsw, invece, è tutto fermo. C’è solo silenzio e si attende ancora il fantomatico piano industriale da parte dell’azienda dopo che, nell’ultimo confronto con il ministero, fu dichiarato non sufficiente. —

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