Meteo
Costa Est, invasione di posidonia e così la spiaggia libera viene evitata dai bagnanti
In particolare nella zona di Perelli 3, la natura quest’anno si è fatta prendere un po’ la mano
PIOMBINO. I banchi di posidonia oceanica rappresentano una difesa naturale contro l’erosione. Una barriera contro l’azione progressiva del mare. Ma in alcuni tratti della Costa Est, in particolare nella zona di Perelli 3, la natura quest’anno si è fatta prendere un po’ la mano. E le banquette di posidonia spiaggiata hanno coperto quasi integralmente la superficie della spiaggia, per almeno 500-600 metri.
Un fenomeno naturale dovuto alle correnti marine che non piace ai bagnanti, tant’è che ormai da giorni tanti frequentatori della Costa Est hanno fatto notare il proprio disappunto su social. Come detto, è in particolare il tratto di spiaggia libera di Perelli 3 ad essere interessato dal fenomeno. Basta parcheggiare l’auto in fondo al parcheggio della Parchi, imboccare il sentiero e arrivare in spiaggia dal primo ingresso utile per essere in mezzo al grande banco di posidonia. Martedì, primo pomeriggio. Non ci sono bagnanti nelle centinaia di metri di arenile completamente ricoperto di posidonia spiaggiata. I primi ombrelloni si vedono appena fuori dal tratto interessato dall’accumulo di materiale che, pure essendo presente in altri tratti della spiaggia della Costa Est, si assottiglia creando meno problemi ai bagnanti. E chi passeggia, anziché camminare sulla battigia, passa nella parte a monte della spiaggia, evitando chirurgicamente il banco. Sono tre i modi previsti dalla circolare del ministero dell’Ambiente per gestire i banchi di posidonia spiaggiata: quello meno indicato, ma comunque consentito dalla legge, è il conferimento in discarica. Un altro modo è spostare il materiale in altri tratti di spiaggia. Il terzo, forse quello meno apprezzato dai bagnanti, è lasciare la posidonia dov’è, affidandosi alle correnti. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
