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Dopo il furto e la rottura tornano i defibrillatori in centro

V.P.
Dopo il furto e la rottura tornano i defibrillatori in centro

Ripristinato quello donato dalla famiglia Marcuccio per ricordare Federica  mentre il Comune ne ha comprato un altro per piazza Gramsci

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PIOMBINO.

Uno aveva bisogno di essere ripristinato. L’altro era stato rubato. Per questo, e a lungo, la città è rimasta senza defibrillatori pubblici in zone di transito. Adesso la soluzione si avvicina.

Tornerà in piazza Bovio, dove era stato sistemato nel 2018, quello donato alla città della famiglia di Federica Marcuccio. Sono stati gli stessi familiari della ragazza uccisa da una malattia, a provvedere all’intervento.

Il secondo defibrillatore era sparito dal colonnino sistemato in piazza Gramsci, vicino al negozio Da Rosa. Era un altro regalo per Piombino. Stavolta della Pubblica assistenza che, come nel primo caso, aveva provveduto anche alla formazione dei commercianti e degli operatori della zona.

«Abbiamo acquistato un nuovo dispositivo», anticipa l’assessore ai Lavori pubblici, Marco Vita aggiungendo anche che saranno restituiti alla famiglia di Federica i costi sostenuti per il ripristino.

«È stata appena deliberata la convenzione con cui affidiamo alla Pubblica assistenza il controllo dei dispositivi e gli interventi che saranno necessari per la loro manutenzione. Fatto salvo il rimborso delle spese sostenute», prosegue l’assessore. Vita sottolinea l’importanza della corretta gestione di strumenti che, in mancanza di controlli, da salvavita possono trasformarsi in un problema.

Anna Tempestini, alla guida della Pubblica assistenza, esprime soddisfazione per la riattivazione dei defibrillatori e per l’atto di giunta che mette in condizione la sua associazione di intervenire: «La risposta che sono in grado di garantire i Deu – chiude – è troppo importante per essere sottovalutata».

Una volta in funzione, la loro presenza dovrà essere segnalata al 118. Pratica pressoché sconosciuta a Piombino dove nella mappatura della centrale operativa risultano solo quattro strumenti sul territorio comunale (campo d’atletica, Medie Fucini, Lega Navale via Mazzini, Metropolitan) e uno a Riotorto. Quelli sulle ambulanze a parte.

Il numero è infinitamente superiore. Ce ne sono nelle scuole, nelle postazioni del soccorso lungo la costa, in aziende private, nelle sedi di attività sportive (qui per legge dal 2017, per gare e allenamenti) e in tante altre situazioni. Eppure, per dirla con Maria Rita Dragoni, responsabile dell’Unità operativa semplice per l’emergenza territoriale, «acquistare o donare un defibrillatore senza comunicarcelo, è quasi inutile».

Da qui la richiesta di informare, rivolta anche a chi non è certo di aver già contattato gli uffici, scrivendo per mail (118medici.li@uslnordovest.toscana.it).

La cartina dei defibrillatori può avere un ruolo decisivo nella catena degli aiuti. L’operatore del 118 che prende la chiamata per una persona con dolori al petto e altra sintomatologia tipica di un attacco cardiaco, e vede che sulla mappa c’è un defibrillatore a cento metri, può indirizzare i testimoni in attesa dei soccorritori.

«Se però il defibrillatore non è su questa mappa, allora si rischia di perdere minuti preziosi», sottolinea Dragoni. Ed è lo stesso motivo per cui nella mappatura è indicato esattamente il luogo in cui lo strumento mobile si trova, opportunamente segnalato, anche all’interno di una scuola o in qualsiasi situazione —

V.P.

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