Giardino per Lampo a 60 anni dalla morte del cane ferroviere
L’iniziativa di Sei Venturinesese in collaborazione con Rfi L’intervento interessa l’area dove è sepolto l’animale
Annalisa Mastellone
campiglia. Lampo riposerà in un giardino più bello e rispettoso della sua memoria. Sono cominciati i lavori di riqualificazione della grande aiuola che ospita i suoi resti, all’ombra della statua che lo raffigura con la zampa alzata su cappello e paletta da capostazione.
La riqualificazione è stata voluta dall’associazione Sei venturinesese, che quest’anno ha deciso di celebrare i 60 anni della morte del cane viaggiatore con una serie di eventi in suo ricordo, dal titolo “Il viaggio infinito”, per valorizzare quei sentimenti di fedeltà, amicizia e amore che hanno caratterizzato la sua storia.
Dopo le uova di Pasqua e l’audiolibro, ecco il progetto di rimettere a nuovo e abbellire il giardino dove è seppellito. «Nei mesi scorsi – dice Gianni Manzini, presidente di Sei venturinesese – presentammo all’amministrazione comunale tre progetti realizzati da Giulia Puccini, una garden designer vicina all’associazione. Ci fu subito consigliato di metterci in contatto con Rfi e tramite l’assessora Stella Zannoni siamo riusciti ad avere un incontro sul posto con una delegazione preposta. Il progetto è stato molto apprezzato, ma la promessa più importate è stata quella che sarà proprio Rfi ad accollarsi il costo della ristrutturazione».
Al momento, all’associazione non è stato riferito quale dei tre progetti sarà realizzato, né la tempistica necessaria. «Ci ha fatto molto piacere – precisa Manzini – che Rfi abbia preso in considerazione le nostre richieste per riqualificare l’area in cui Lampo riposa. La speranza è che i lavori si concludano in tempo per il 22 luglio, data della sua morte, così potremo inserire del programma di celebrazioni anche la visita al nuovo giardino. Ci teniamo a ringraziare l’assessora Zannoni, l’amministrazione comunale e lo staff di Rfi che hanno condiviso la nostra idea».
Lampo arrivò alla stazione di Campiglia a bordo di un treno merci nell’agosto del 1953. Lo scalo divenne la sua casa e scelse Evio Barlettani, vicecapostazione, e la sua famiglia come compagni di vita. Il meticcio conosceva orari e coincidenze, riuscendo a viaggiare e a tornare in tempo per accompagnare Evio al lavoro, da Piombino a Campiglia, e la figlia Mirna all’asilo. Lampo diventò simbolo del paese e famosissimo, anche all’estero. Ma la sua storia si interruppe il 22 luglio 1961, quando un treno merci lo travolse. Una vicenda speciale la sua, raccontata dal libro “Lampo il cane viaggiatore”, scritto Barlettani nel 1962, pubblicato da Garzanti e tradotto in tutto il mondo. –
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