Il presidio
Covid, snobbati i sostegni riservati alle imprese locali
Nelle casse del Comune restano 10mila euro dei 22mila messi a disposizione L’assessore: «A scoraggiare è la documentazione richiesta dal governo»
Monteverdi. «Il Comune si è prodigato in ogni modo per sostenere le attività economiche e le famiglie in difficoltà». Sono parole del sindaco Francesco Govi pronunciate durante una ricognizione sul lavoro fatto nei primi due anni dell’amministrazione eletta a maggio 2019. In effetti, attingendo al fondo sociale e alle donazioni arrivate sull’apposito conto corrente di solidarietà, il comune ha distribuito buoni spesa e buoni pasto che hanno consentito alle famiglie meno fortunate di contenere gli effetti negativi delle chiusure per contenere il rischio di contagio da Covid-19. In questo caso le risorse disponibili sono state distribuite fino ad esaurimento.
Situazione ben diversa e del tutto inaspettata si è invece registrata nell’assegnazione dei “sostegni” alle attività economiche e commerciali, quelle costrette a tirare giù la saracinesca o a ridurre sensibilmente il loro lavoro: la prima erogazione dello Stato al Comune di Monteverdi, nell’autunno 2020, è stata di 22.000 euro, assegnati alle imprese circa 12.000 euro.
Il motivo? Braccino corto dell’amministrazione che ha usato il contagocce? Utilizzo delle somme ricevute anche per altri impieghi? Niente di tutto ciò: semplicemente sono arrivate in municipio poche richieste di sostegno, e nelle casse comunali sono rimasti ben 10.000 euro che andranno a rimpolpare le eventuali nuove richieste, relative alla seconda fase della pandemia.
Nelle stanze del Palazzo comunale ci si interroga su questo inaspettato esito delle assegnazioni. E si fanno delle ipotesi. Secondo l’assessore al Bilancio Carlo Quaglierini, che nella vita professionale è dirigente bancario, quindi ben a contatto con la realtà delle imprese, «il sistema adottato dal governo richiedeva una documentazione piuttosto ampia e alcune imprese locali hanno preferito rinunciare ai contributi, risparmiando anche sulla parcella del commercialista a cui avrebbero dovuto rivolgersi per presentare la domanda allo Stato». Inoltre, queste scelte potrebbero essere state incentivate da buoni fatturati conseguiti durante l’estate scorsa, quando la voglia di vacanze, dopo mesi di confinamento, ha fatto esplodere la corsa alla villeggiatura e purtroppo anche la seconda ondata della pandemia. Insomma, una spiegazione sicura del flop a Monteverdi dei primi sostegni al momento non c’è. Le successive erogazioni forse accenderanno una luce sui comportamenti controcorrente delle attività economiche e commerciali del territorio comunale. — G.P.
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