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Ferrari: «Sulle microplastiche buono il lavoro fatto nel Golfo»
Dopo il recupero di 32 ecoballe su 56
PIOMBINO. «Nelle specie marine selvatiche e di allevamento prelevate nel Golfo di Follonica si registrano livelli di contaminazione da microplastiche coerenti col resto del mar Tirreno». È quanto emerge, secondo una nota dell’Amministrazione comunale, «dai risultati delle attività di campionamento condotte da Greenpeace col Cnr, l’Università politecnica delle Marche e l’Università di Genova, che tuttavia hanno evidenziato come, nonostante il lockdown, il problema sia in crescita in altre aree». La verifica è legata allo sversamento nel Golfo di Follonica nel 2015 di 56 balle di rifiuti di plastica dalla motonave Ivy, cui era seguito un difficile percorso di recupero nel 2020, al termine del quale però non si trovò più traccia di 24 ecoballe. «Ci siamo dedicati a questa battaglia con determinazione – dicono il sindaco Francesco Ferrari e l’assessore all’Ambiente Carla Bezzini – e siamo riusciti a evitare un disastro ambientale. Lo scorso 23 luglio abbiamo ottenuto che il Governo decretasse lo stato d’emergenza dando, di fatto, avvio al recupero delle ecoballe. Siamo felici di sapere che le analisi non evidenziano una situazione critica: significa che il lavoro fatto nel golfo ha effettivamente disinnescato una bomba che avrebbe avuto conseguenze disastrose per l’intero territorio».
«Dalle indagini effettuate nell’estate 2020 – chiude la nota dell’Amministrazione – i cui esiti sono stati diffusi oggi, emerge come nel Mar Tirreno centro-settentrionale sia ancora stata rilevata una diffusa presenza di microplastiche e microfibre, con picchi di contaminazione nelle acque superficiali del Canale di Corsica». —
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