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Johnson & Johnson dai medici di base al via per la fascia tra i 60 e i 79 anni

Valeria Parrini
Johnson & Johnson dai medici di base al via per la fascia tra i 60 e i 79 anni

Saranno gli ambulatori a chiamare gli assistiti , continuano anche le prenotazioni sul portale per chi sceglie i centri Asl

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Valeria Parrini

PIOMBINO. In questa settimana i medici di base inizieranno a vaccinare i propri assistiti della fascia tra i 60 e i 79 anni. Funzionerà come per gli over 80. Saranno gli ambulatori a chiamare a casa per fissare gli appuntamenti con chi non ha ancora ricevuto la protezione Covid. Resta ferma la possibilità di rivolgersi ai centri vaccinali Asl, prenotando sul portale della Regione.

Negli ambulatori dei medici di base verrà utilizzato Johnson & Johnson. Almeno in questa prima fase. Non Pzifer, come per la parte più anziana della popolazione. Adesso il farmaco che non necessita di richiami è disponibile. Percorso facilitato, unica soluzione. Le quantità necessarie sono già prenotabili nelle farmacie convenzionate dove saranno ritirate per essere trasferite negli ambulatori.

Anche in questo caso, si tratterà di organizzare al meglio le somministrazioni per evitare sprechi. Ciascun flacone di Johnson & Johnson contiene cinque dosi iniettabili e le agende delle prenotazioni dovranno tenerne necessariamente di conto.

«L’obiettivo è quello di recuperare i ritardi in questa fascia anagrafica dove adesso la percentuale dei vaccinati con almeno con una prima dose è del 77. Grazie al coinvolgimento dei medici contiamo di arrivare prima possibile al 90», afferma Donatella Pagliacci, alla guida della Società della salute Valli Etrusche.

L’accordo tra la Regione e i rappresentanti della categoria ha permesso di imprimere una sterzata importante che man mano potrà essere estesa alle fasce precedenti. A ritroso. Tra le possibilità, quella di intervenire nella popolazione tra i 50 e i 60 anni o, come avviene in altre realtà del Paese, cominciare a estendere la platea senza vincoli d’età.

L’individuazione del farmaco resta, comunque, legata agli approvvigionamenti che via via si renderanno disponibili.

Certo è che se uno degli obiettivi nazionali sarà raggiunto, tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno i centri vaccinali dovrebbero essere chiusi e le strutture recuperate alle attività precedenti.

Questo implicherebbe il coinvolgimento pressoché totale dei medici di famiglia. Anche con le farmacie è stato raggiunto un accordo con l’assessorato al Diritto alla salute della Toscana. Accordo che a Piombino non è stato ancora reso noto nei suoi aspetti pratici.

Anche altri Ordini professionali sanitari stanno collaborando. «Questo - si legge in una nota Asl - attraverso la messa in sicurezza dei professionisti sanitari che incontrano quotidianamente i propri pazienti, sia predisponendo il necessario per poter utilizzare proficuamente quegli stessi professionisti che, su base volontaria, andranno a operare nell’ambito del piano vaccinale regionale». —

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