Il Tirreno

Per mettere in sicurezza la frana di Campo Lo Feno serve un altro paramassi

Stefano Bramanti
Per mettere in sicurezza la frana di Campo Lo Feno serve un altro paramassi

A luglio i lavori per posizionare un’altra rete lunga 100 metri per evitare crolli. Fino ad allora le auto potranno percorrere il tratto solo a senso unico alternato

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Marciana. L’era post frana di Campo Lo Feno segna una decisa “rinascita” della costa di Marciana con la riapertura del traffico stradale, anche se regolato da un semaforo che disciplina il passaggio dei veicoli a senso unico alternato dalle 6 alle 23. Tuttavia l’impianto attivato e collocato dalla cooperativa Nanni Elba – che con questo lavoro ha concluso i propri numerosi interventi – non mette del tutto in sicurezza l’Anello occidentale. Le pendici del Monte Capanne che hanno generato la frana sono infatti piuttosto “malate”. E Massimo Canigiani, ingegnere responsabile per la Provincia di Livorno del progetto di risanamento della zona, sottolinea che solo un’altra rete paramassi alta sette metri riuscirà a garantire la massima protezione, sarà realizzata dal prossimo luglio ma non sono previsti dei sensori per monitorare eventuali nuovi movimenti franosi.

Massima sicurezza

Canigiani aveva già detto in passato come l’intervento sarebbe arrivato al top della sicurezza possibile solo con la realizzazione di una rete paramassi. In base al progetto sarà alta 7 metri e lunga circa 100. Sarà posizionata tra i picchi granitici (dove si è generato il crollo che ha costretto alla chiusura dell’Anello occidentale) e la barriera di protezione completata da pochi giorni lungo strada.

«La strada potrà essere aperta senza alcuna limitazione solo dopo la realizzazione di questa rete paramassi», sottolinea Canigiani che aggiunge: «Al momento non è prevista l’applicazione di sensori da installare in quella zona». Un particolare non da poco perché, se è vero che entro pochi mesi sarà comunque realizzata la struttura determinate per riportare la circolazione alla normalità, il fatto che non sia stata prevista l’applicazione di sensori per avvisare in tempo di futuri problemi di instabilità della roccia sembra fare a pugni con la fragilità di questo versante del Monte Capanne.

Avanti col semaforo

Intanto però sull’Anello occidentale è stato fatto un notevole passo avanti. «Abbiamo terminato i nostri lavori con la riapertura a senso unico alternato al chilometro 21,7 della strada provinciale 25», sottolinea soddisfatto William Caggiano, vicepresidente della Nanni Elba, che dopo la frana ha agito per avviare il risanamento ambientale. Il compito dell’azienda di Campo si è esaurito con l’applicazione della rete metallica che abbraccia il granito fino ad 80 metri di altezza. Le protezioni sono state fissate con l’intervento dei rocciatori ed è stato determinante l’apporto dell’elicottero della RotorWork, guidato dal pilota Emanuele Cinquini che ha trasportato tutto il materiale in altura.

«Ad oggi tutto è molto regolare con una buona viabilità senza incolonnamenti – prosegue Caggiano –. Alle 6 del mattino entra in funzione il semaforo per il passaggio a senso unico alternato, e rimane fisso sul rosso dalle 23 fino alle 6 del giorno successivo. Il semaforo è ben temporizzato ed è opportunamente segnalato in entrambe le direzioni. Campo Lo Feno è una zona trafficata relativamente in questo periodo. Il rosso dura solo 40 secondi, per cui tutto scorre molto bene».

Il banco di prova

«Forse qualche incolonnamento si potrà registrare nel ponte del 2 giugno, con l’arrivo dei turisti», conclude Caggiano introducendo un altro tema: quello dei potenziali disagi sul traffico. Con i lavori in partenza nel prossimo mese di luglio, è chiaro che il senso unico alternato sarà mantenuto durante tutta l’estate. Così la Festa della Repubblica – primo ponte dopo l’allentamento delle misure di contenimento della pandemia decise dal governo Draghi – diventa il banco di prova per la viabilità sull’Anello occidentale. Un test decisivo per avere una idea di cosa potrebbe accadere durante l’estate alle porte. —

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