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Proposta di legge in Senato degli studenti del Cerboni
Reddito agricolo di cittadinanza per far rivivere il paesaggio della valle di Pomonte. L’ipotesi di revisione della legge 194 del 2015 presentata a Palazzo Madama
PORTOFERRAIO. Un solo libro di testo. L’Isola d’Elba, da leggere per costruire una proposta di legge. Lo studio multidisciplinare ha coinvolto tutte le materie, sperimentandole sul campo. E la proposta della classe 4ª Tec dell’Istituto Cerboni di Portoferraio, nella sua articolazione congiunta Costruzione ambiente e territorio e Agrario, si è fatta spazio a Palazzo Madama. È tra le vincitrici del concorso “Un giorno in Senato”, indetto dal Senato per permette agli studenti di partecipare a tutte le fasi di stesura di una legge con il supporto di esperti che li guidano fino all’approvazione. Obiettivo: integrare la legge 194 del 2015 sulla agro-biodiversità prevedendo un reddito agricolo di cittadinanza. Strumento che potrebbe rivitalizzare la valle di Pomonte.
«Siamo all’Isola d’Elba, una perla del Mediterraneo – afferma la dirigente scolastica Alessandra Rando –. Una delle funzioni educative della nostra scuola è quella di sensibilizzare i nostri studenti alla preservazione dell’ambiente e del paesaggio in cui viviamo e orientare, con queste attenzioni, le loro future professioni».
Stimolati da questo monito gli insegnanti hanno aderito all’unità didattica di Educazione civica e l’occasione del concorso del Senato ha offerto l’opportunità per un percorso interdisciplinare. Una finestra sulla realtà e la complessità che ha permesso di far dialogare le competenze acquisite nelle materie scientifiche con quelle umanistiche.
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Come si è arrivati a individuare il terreno d’azione? L’insegnante di Produzioni vegetali Alessandro Petri sostiene che l’agro biodiversità non può essere mantenuta se non si preservano il paesaggio e il territorio che la ospita, con le sue sistemazioni idraulico agrarie e che, se non si integrano questi aspetti nella legge, come reddito agricolo di cittadinanza, gli agricoltori custodi non possono sopravvivere. «Per quasi trent’anni sono stato agronomo del Sassicaia e alla scuola dei Marchesi Incisa della Rocchetta ho imparato a trattare l’ambiente con le sue peculiarità – afferma Petri –. La valle di Pomonte esprime questo spirito ancestrale: lo gridano le sue pietre, gli occhi di Ovilio, viticoltore centenario, naufragati nel mare dei ricordi, le mani nodose di Alfredino e gli antichi arnesi della vigna di Rolando ancora lustri e levigati dal sudore e il trasporto poetico di Liviana che ricorda, nelle sue poesie, la fatica dei vignaioli pomontinchi che lavoravano da stelle a stelle e avevano solo la forza, a sera, di carezzare i propri figli con lo sguardo». Che aggiunge: «Pomonte e la sua valle, coi suoi muri a secco dovrebbe diventare un santuario della viticoltura con percorsi articolati di turismo enologico che potrebbero creare un indotto per l’intero territorio e possibilità di impiego dignitoso per giovani generazioni mentre, allo stato attuale, invece, è lasciato all’incuria e alla devastazione di mufloni e di cinghiali con gravi rischi di degrado e dissesto idrogeologico».
L’esperienza funziona. Nel corso dei lavori condotti dalle insegnanti di Diritto Emanuela De Domenico e Teresa Forciniti gli studenti che all’inizio si mostravano scettici e condizionati da stereotipi e luoghi comuni sul senso civico e la legislazione, si sono sentiti progressivamente coinvolti in sociodrammi e giochi di ruolo che li hanno portati a simulare, fin nei minimi dettagli, ciò che avviene in Senato. Parallelamente si è svolta in campo, esplorando la valle di Pomonte, una ricerca storica, antropologica e socio-culturale condotta dall’insegnante di Lettere Simona Comaschi, coadiuvata dalla responsabile degli Archivi storici elbani Gloria Peria e dalle insegnanti di Lingue Laura Berti e Donatella Mori che hanno creato un glossario dei toponimi e dei termini anche dialettali legati alle attività della vigna e della vinificazione. Silvia Gianni, Federica Pallaver, Federico Germondari docenti di Produzioni animali, Biotecnologie e Scienze motorie hanno studiato gli aspetti ecologici, l’overgrazing degli ungulati e ricostruito itinerari di trekking. Alessio Sapuppo, Paolo Guidotti, Daniele Capozzi, Chiara Bartolini, Antonio Tucci, insegnanti di Topografia, Costruzioni rurali, Estimo, Pianificazione del territorio, hanno eseguito rilievi con droni foto georeferenziate e tecnologie sofisticate che hanno permesso di visualizzare, in modo virtuale, le ipotesi di intervento e trasformazione a partire dallo stato attuale. Petri ha ricostruito attraverso le testimonianze degli abitanti e studiando gli antichi livelli e le centuriazioni il percorso di una viticoltura che affonda le sue radici culturali e le sue tecniche colturali in un corpus di tradizioni che si perdono nella notte dei tempi. Il tutto è stato reso possibile dalla disponibilità e al sostegno del sindaco di Marciana Simone Barbi e della vicesindaca Susanna Berti, che tra l’altro abita a Pomonte. —
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