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Opere antierosione nel golfo c’è l’ok al progetto esecutivo
portoferraio. Approvato dal dirigente Carlo Tamberi il progetto esecutivo dal valore di 927. 626 euro per combattere l’erosione nel golfo di Portoferraio, dai Magazzini e Schiopparello est fino a San Marco e San Giovanni.
Il progetto, lo ricordiamo, nel 2020 ha ottenuto un finanziamento statale in virtù del “Contributo per interventi di ripristino costa a seguito di calamità naturali della Protezione civile”.
L’amministrazione comunale si era dunque già mossa, affidando l’incarico professionale per la redazione del progetto esecutivo, per la direzione dei lavori e come responsabile della sicurezza in fase di progettazione e esecuzione all’ingegnere Luciano Fantoni.
Ma cosa prevede il progetto in questione? Ai Magazzini, per esempio, si parla di alzare un pennello a est del molo di sottoflutto. Un altro ne è previsto a San Giovanni, nelle vicinanze del Circolo nautico. Stessa cosa a San Marco, sul lato est. Poi è in programma la sistemazione di pennelli e barriere in massi, oltre al ripascimento delle spiagge.
«La costa bassa del golfo di Portoferraio – si legge nella relazione dell’ingegner Fantoni – ha una elevata valenza storica e ambientale ed è sede di spiagge con vocazione turistico-balneare. Ma è anche soggetta a un drammatico arretramento, con un impatto fortemente negativo sull’ambiente costiero, sulle infrastrutture e sugli insediamenti che su di essa hanno sede (con due episodi di crolli rovinosi di muri storici nel biennio 2017-19), sulla fruizione balneare, sulle attività connesse al turismo, di vitale importanza per l’economia e la prosperità dei cittadini».
Il progetto recentemente approvato prevede quindi la ricostituzione, il riequilibrio e la stabilizzazione della parte meridionale della costa che si affaccia sulla rada di Portoferraio e che si trova in stato di forte degrado, dovuto principalmente all’arretramento della linea di riva a causa dell’erosione costiera e delle modificazioni climatiche.
Fra i risultati che si mira a conseguire, oltre alla messa in sicurezza delle infrastrutture e delle abitazioni a rischio e al potenziamento dell’offerta turistico-balneare, c’è anche la creazione delle premesse per il recupero dell’antico percorso pedonale detto “Cammino della Rada”, che al momento risulta interrotto in più punti.
«Il progetto per la costa – continua la relazione di Fantoni – sarà attuato fondamentalmente mediante il ripascimento di tre tratti di costa, col versamento di ghiaia medio-fine proveniente da cave fluviali. La ghiaia è già stata impiegata diffusamente anche all’Elba per le sue caratteristiche in quanto garantisce una protezione efficace e durevole, minimizzando la frequenza degli interventi di manutenzione». —
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