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l'anello occidentale

Dopo sei mesi è stata riaperta la provinciale a Campo Lo Feno

Claudia Guarino
Dopo sei mesi è stata riaperta la provinciale a Campo Lo Feno

Attivato il senso unico alternato sulla strada della frana. Solforetti (Provincia): «Ora l’assegnazione dei lavori»

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MARCIANA. Ci sono voluti sei mesi, ma alla fine l’anello occidentale dell’isola è tornato percorribile. Perché ieri mattina è stata finalmente riaperta la provinciale 25 a Campo Lo Feno. Senso unico alternato con semaforo di giorno e chiusura di notte. Questa sarà la situazione fino al completamento dei lavori definitivi di messa in sicurezza, che dovrebbero partire non oltre i primi giorni di luglio. «La Provincia ha raccolto le istanze dei cittadini arrivando a un risultato (la riapertura di ieri ndr) che all’inizio sembrava insperato. Invece adesso quella strada è tornata transitabile», dice Andrea Solforetti, consigliere provinciale delegato per l’isola d’Elba. Ieri, insomma, le prime auto e gli scuolabus sono potuti tornare al vecchio percorso lungo la provinciale. Ma per arrivare a questo risultato è servito del tempo.

La frana e lo stop
Era il 15 novembre del 2020 quando grosse rocce di granito si sono staccate dal monte Capanne precipitando sulla strada sottostante, la provinciale 25 di Campo Lo Feno. La strada è stata quindi chiusa. E, prima di ieri, chiusa è rimasta per parecchio tempo. Per motivi di sicurezza. Qualche lavoro, nel corso degli ultimi sei mesi, è stato fatto. Sono state ad esempio rimosse le rocce dalla strada. E la ditta Nanni Elba è intervenuta più volte. Di recente, per esempio, sono state trasportate in vetta, con l’elicottero, le reti metalliche con cui sarà rivestito il monte, in modo tale da proteggere la carreggiata sottostante da eventuali cadute. Ieri qualcosa è cambiato. Ma per poter riaprire la strada a pieno regime c’è bisogno di altri interventi.

La gara d’appalto
Sarà cioè necessario rivestire un secondo ammasso roccioso e fissare la rete paramassi. Per queste operazioni è in corso una gara d’appalto con procedura negoziata. «Le ditte interessate stanno effettuando dei sopralluoghi in zona», spiega Solforetti.

Il cronoprogramma prevede la consegna dei cantieri entro il primo di luglio. Poi, dal momento del via, per completare i lavori serviranno quattro mesi. Ma per molti cittadini era impensabile l’idea di aspettare ancora tutto questo tempo prima di rivedere la strada aperta. Così si è formato un comitato, a cui hanno aderito residenti e commercianti, per chiedere, appunto, una qualche ripresa della circolazione. E una settimana fa i rappresentanti della Provincia hanno effettuato un sopralluogo in zona, annunciando le modalità temporanee della riapertura, che è poi stata attuata ieri.

Soluzione tampone
Ai due lati del tratto stradale interessato dalla frana sono stati quindi sistemati i semafori per regolare il traffico del senso unico alternato. La strada, per adesso, rimane aperta dalle 6 alle 23. Ma l’asticella potrà arrivare anche a mezzanotte in caso di slittamento o eliminazione del coprifuoco. «Otre la mezzanotte non si andrà - spiega l’ingegnere Massimo Canigiani - Mentre i mezzi di soccorso, in caso di necessità, potranno passare anche di notte». Non un vero e proprio ritorno alla normalità, dunque, ma almeno è un passo in avanti per chi è stato costretto, negli ultimi sei mesi, a fare il giro lungo. Trovandosi a percorrere chilometri in più per arrivare al lavoro.

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