Il Tirreno

Il bicentenario della morte di napoleone 

Le ville, il teatro, l’acqua e lo scoglio Viaggio sulle tracce dell’Imperatore

Luigi Cignoni
Le ville, il teatro, l’acqua e lo scoglio Viaggio sulle tracce dell’Imperatore

Sono molti i luoghi dell’isola d’Elba che sono legati al Grande Còrso: ecco quelli più importanti

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Luigi Cignoni

PORTOFERRAIO. Per antonomasia si potrebbe dire che non esiste luogo sull’isola che non sia stato calcato dallo stivale di Napoleone Bonaparte. Dovunque l’imperatore è stato sull’Isola. Tranne, come si leggeva in un’insegna di un noto ristorante di Procchio, che in questo locale non consacrato dall’impronta imperiale. E nell’elenco dei siti Portoferraio fa la parte del leone. Il battesimo con la terra elbana, tramandano le cronache, avvenne nella villa dei Senno ai Magazzini, mentre i maggiorenti isolani compreso il maire Traditi erano impegnati a organizzare la presa di possesso del nuovo Principato con tutti gli onori. Quindi Duomo di Portoferraio dove un improvvisato baldacchino con una ricca poltrona fu allestito per il sovrano che assistette al “Te Deum”.

Le Ville

Niente di meglio che la Villa de’ Mulini che lui stesso provvide a sistemare incorporando due costruzioni precedenti e adattandole alle esigenze della corte francese. Progettò anche la costruzione di un piano superiore che divenne il Salone delle Feste e richiamò a Portoferraio Claude Hollard, suo fidato giardiniere, al quale affidò la cura dei terrazzamenti e l’adiacente giardino. Che fu ornato da piante di giglio, da aiuole di gerani e da querce. La seconda residenza del Sovrano è a San Martino. Si tratta della Maison rustique, anch’essa ricavata da una precedente dimora. Al di sotto di essa il principe Demidoff, pronipote di Bonaparte, realizzerà la galleria che porterà il suo nome. L'architettura esterna è molto sobria; le stanze furono progettate dall'architetto Paolo Bargigli e affrescate da Vincenzo Antonio Revelli.

Museo Misericordia

In salita Napoleone, nel centro storico, si trova la chiesa al cui interno si conserva interessanti cimeli napoleonici, fra cui la celebre bandiera disegnata dallo stesso Sovrano mentre si trovava a bordo del brigantino inglese Incostant diretto all’Elba. C’è anche il calco della mano, insieme alla maschera funeraria e la copia del catafalco dell’Imperatore. Tutto materiale che è esposto ogni anno il 5 maggio in occasione della celebrazione della messa di suffragio dell’Imperatore, secondo il lascito Demidoff.

Teatro de’ Vigilanti Sull’impiantito della chiesa sconsacrata e adibita a magazzino, Bonaparte ricavò un piccolo teatro. Il progetto fu affidato all'architetto Bargigli che disegnò la platea a ferro di cavallo. Luca Lombardi di Orbetello si occupò invece dei lavori e Vincenzo Antonio Revelli decorò l’interno e il sipario.

La fonte di Napoleone

La fonte dell’elisir, la fonte di lunga vita. Così ci viene consegnata dalla tradizione la piccola fonte che si trova fra Poggio e Marciana. Acqua cristallina, tersa e freschissima che esce dalle fessure granitiche dei contrafforti di monte Capanne. Il Sovrano era solito dissetarsi durante l’afosa estate del 1814 e dal momento che da queste partì capitò anche la contessa Maria Walewska, sua amante con il figlioletto, il popolino pensò che l’acqua contenesse pure poteri afrodisiaci. Fatto sta che ancora oggi essa scaturisce dalla sorgente e viene imbottigliata per essere distribuita nei ristoranti e a privati per uso comune.

Madonna del Monte

È il luogo in cui Napoleone trovò refrigerio alle temperature estive. In quello stesso periodo gli operai alzavano la reggia de’ Mulini di un piano, secondo le sue volontà. Venne qui in tenda, insieme con il suo seguito. Qui si svolse l’incontro con la contessa polacca, tra questi secolari castagni che non possono riferire il contenuto dei loro discorsi. Si sa che Bonaparte si appartò con la donna per discorsi personali. Si dice che entrarono anche nel piccolo santuario per essere più sicuri da orecchie indiscrete, chiudendosi dentro. Dovettero essere discorsi importanti, se poi la contessa, decise di prendere subito il mare, nonostante le condizioni proibitive del mare e far rotta verso Napoli.

L’Isolotto della Paolina Questa volta il soggetto è la vulcanica sorella di Bonaparte, Paolina, a consegnare per sempre alla toponomastica locale il suo nome. Dal 1814 in poi un isolotto prossimo alla spiaggia sarà riconosciuto come luogo da lei prediletto. Si trova nel tratto di costa tra Procchio e Marciana Marina. La tradizione popolare dice che qui Paolina Bonaparte, non vista da nessuno, amasse prendersi un bagno refrigerante immersa fra queste chiare acque marine, in perfetto costume adamitico. Potenza di un nome. —

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