Il Tirreno

emergenza e bisogni 

Caritas, il pacco alimentare ogni settimana a 50 famiglie

Luigi Cignoni
Caritas, il pacco alimentare ogni settimana a 50 famiglie

E alla mensa dei poveri una media di 30 persone ritira giornalmente il pasto  La direttrice Chionsini fa il punto sui servizi: «C’è tanto bisogno di solidarietà»

28 aprile 2021
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Luigi Cignoni

portoferraio. In fila per un pasto. Prima della pandemia e anche durante. Perché con il Covid le necessità non sono scomparse. I bisogni, semmai, sono aumentati. Cinquanta famiglie seguite ogni settimana dalla Caritas con altrettanti pacchi alimentari. E una trentina di persone, in media, che ritirano il pasto da asporto alla mensa dei poveri. Poi, ancora, 7.500 pasti serviti in un anno (il 2020) e 1.410 pacchi consegnati (sempre nel 2020). Ecco i numeri dell’emergenza. E a fare il punto della situazione è Maria Chionsini, direttrice della Caritas diocesana per la zona insulare ( vicariato dell’isola d’Elba, Pianosa e Montecristo). Chionsini spiega che attualmente «ogni settimana si rivolgono a noi (per i pacchi alimentari ndr) circa 50 famiglie. Si tratta di nuclei composti da un minimo di due a un massimo di sei persone». Sono coloro che bussano alla porta della Caritas il giovedì, chiedendo un pacco da poter ritirare. E prima del Covid le famiglie bisognose si ritrovavano alla mensa dei poveri di San Giuseppe. Tutti i giorni, da lunedì al sabato. Lo fanno ancora, ma per recuperare un pasto da asporto. «Il numero delle persone che raggiungono la mensa di Carpani – dice Chionsini – varia giornalmente: si va dalle 20 alle 40. Si presentano all’ingresso della canonica e noi diamo loro le porzioni di cibo. Prima del lockdown li facevamo accomodare nel salone Vivaldi. Ora, con le recenti disposizioni anti pandemia, non è più possibile». E nel 2020, secondo quanto riportato dal settimanale cattolico Toscana oggi, sono stati serviti 7500 pasti caldi. Inoltre, sempre secondo il settimanale cattolico, lo scorso anno sono stati consegnati 1.410 pacchi. I volontari della Caritas periodicamente vanno nei supermercati convenzionati a ritirare prodotti freschi prossimi alla scadenza, con cui poi confezioneranno i pacchi. L’iniziativa viene realizzata grazie anche alla collaborazione con l’amministrazione comunale, varie imprese private e semplici cittadini.

La pandemia, insomma, non ferma i programmi della Caritas isolana (che riunisce le parrocchie del Duomo di Portoferraio e di San Giuseppe a Carpani). «Semmai – sottolinea Chionsini - li rallenta. Ma noi andiamo avanti, perché c’è tanto bisogno di solidarietà e compartecipazione». Ma il progetto non finisce a questo punto. Mira a estendersi su tutto il territorio elbano. Per essere davvero Caritas dell’intera zona insulare. Lo avrebbe fatto, se non fosse scoppiato il virus. Intanto si è partiti con l’organizzare centri di ascolto (ogni giovedì a Carpani e ogni venerdì in Duomo). «Tutti coloro che si trovano in condizioni di disagio – dice Chionsini – si potranno rivolgere alla nostra struttura. L’obiettivo finale è quello di arrivare a monitorare tutta l’Elba per capire le esigenze e offrire le risposte giuste a tutti coloro che ci contattano, nella consapevolezza che solo con la solidarietà si risolvono i problemi». —

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