Scende in pista “Amare Piombino” pensando già alle comunali 2024
Tra i promotori politici collaudati di varia estrazione. Tortolini: liberali in economia, progressisti sui diritti
Cristiano Lozito
PIOMBINO. Mancano tre anni alle elezioni comunali, ma nella politica c’è chi prova a muoversi in anticipo. Così tra i problemi della giunta di centrodestra a innestare un vero “cambiamarcia”, e quelli dell’opposizione, col Pd che molto faticosamente cerca di ricostruire dalle macerie, nasce un nuovo soggetto politico che mette insieme Più Europa, Azione, Italia Viva, Ascolta Piombino, Spirito libero e i socialisti: si chiama “Amare Piombino”, al momento viene definito un laboratorio politico, ma a presentarlo ieri al quartiere Salivoli c’erano personaggi decisamente collaudati con esperienze a dir poco variegate nel mondo politico.
Le facce con cui “Amare Piombino” ha iniziato il suo percorso sono infatti quelle di Matteo Tortolini (Italia Viva, ex assessore all’urbanistica e poi consigliere regionale del Pd), Riccardo Gelichi (portavoce del gruppo, che con la sua lista civica aveva aderito al progetto di Ferrari, nominato assessore ai lavori pubblici e poi defenestrato dal sindaco), Stefano Ferrini (Spirito libero, ex vicesindaco della giunta guidata da Massimo Giuliani), Fabio Tiberi (Azione, provenienza Pd) e infine Marco Taradash, tra le altre cose ex parlamentare europeo con i radicali, poi deputato con Forza Italia, che rappresenta Più Europa e ha confidato di essere al lavoro per costruire una presenza nuova già alle elezioni di San Vincenzo del prossimo autunno, obiettivo anche di Tortolini. Si definiscono liberal progressisti, dunque, ma a domanda spiegano di non rivolgersi a nessuno dei due poli (ovviamente alle alleanze penseranno più avanti, quando si farà sul serio). E, seppur non lo dichiarino pubblicamente, immaginano di poter pesare dal punto di vista elettorale fino a un 10%, quanto basterebbe nel 2024 per essere decisivo ago della bilancia in una sfida tra centrodestra e centrosinistra prevedibilmente più equilibrata di quella di due anni fa.
Gelichi ha elencato i cinque punti su cui inizia il lavoro di “Amare Piombino”: «Il primo è il lavoro – ha spiegato – di cui nessuno parla, che ha bisogno di una sterzata dal punto di vista dei piani urbanistici. Poi ci sono decoro e sicurezza dove serve progettualità per intercettare risorse e finanziamenti, al terzo la diversificazione, che significa lavorare sul turismo per portarlo in città, sfruttando però anche le potenzialità della Sterpaia, quindi la fabbrica dove è opportuno un intervento dello Stato ma solo a tempo, infine il tema ambientale, perché il problema delle discariche non si risolve con gli slogan ma trattando con Rimateria che dovrà avere un ruolo nelle bonifiche». Se Tiberi ha parlato di politica nazionale, sostenendo la necessità che «quest’area lib-lab in gran fermento raggiunga una massa critica in grado di farla contare», Tortolini ha spiegato che “Amare Piombino” si preoccuperà «di occupare uno spazio politico inespresso in una città dove il centrodestra ha vinto nettamente ma poi ha piegato la sua azione solo sui rifiuti mentre il Pd sembra non aver ancora elaborato il lutto e comprese le ragioni della sconfitta. Noi siamo liberali in economia e garantisti sui diritti, in due parole vogliamo meno assistenzialismo e più produttività».
Ferrini invece ha criticato il centrodestra «che ha prodotto una variante farlocca e un piano strutturale già vecchio e per giunta preparato dal Pd», ma anche i democratici «che nella passata consigliatura hanno delegato la gestione del problema rifiuti a Rimateria». L’impegno all’interno di “Amare Piombino” è quello di «fare proposte per il cambiamento».
Infine Taradash politicamente si è detto all’opposto del «populismo antagonista e del fascioleghismo», critico sul fatto che nel Recovery «la Toscana è sacrificata in particolare per le infrastrutture», mentre su Jsw «bene lo Stato in questa fase ma mai con compiti diretti di gestione».
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