La crisi del geotermico finisce in Parlamento
Monteverdi. La precaria salute delle attività lavorative nell’area geotermica è il motivo di una interrogazione parlamentare presentata da Susanna Cenni (Pd). La deputata toscana (eletta nell’uninominale di Poggibonsi) si rivolge ai ministri dello sviluppo economico, della transizione ecologica e dell’economia per chiedere «se il governo sia a conoscenza delle criticità che riguardano il comparto, per imprese e lavoratori, causate da tempi così lunghi per l’emanazione del decreto Fer2 con gli incentivi per la geotermia».
Nelle premesse Susanna Cenni riassume le alterne vicende della normativa in questione: dall’introduzione nel 2016 dei sostegni alla produzione di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico, alla marcia indietro nel 2018 del governo giallo-verde che negò alla geotermia il riconoscimento di fonte rinnovabile, in contrasto con gli orientamenti dell’Unione europea; per finire con il nuovo riconoscimento di fonte rinnovabile da parte del secondo governo Conte e la scrittura di un nuovo decreto (il Fer2) sulla cui pubblicazione definitiva si stanno accumulando ripetute promesse in occasioni pubbliche e private (da ultima Alessia Morani, Pd) e inspiegabili ritardi. A causa di tutto ciò, scrive Cenni, è a rischio «la continuità occupazionale di oltre 2.200 lavoratori». —
G.P.
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