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Il Pd spinge: «Jsw in un piano nazionale e in sinergia con Magona»

Il Pd spinge: «Jsw in un piano nazionale e in sinergia con Magona»

De Rosas chiede interventi rapidi dopo l’ingresso dello Stato in Ilva. Sabato 17 i democratici in piazza Gramsci dalle 16 per parlare di lavoro con Simona Bonafè

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PIOMBINOo. «Dopo la definizione dell’Ilva di Taranto occorre un impegno immediato per Piombino». A dirlo il segretario della federazione Pd Val di Cornia-Elba, Simone De Rosas, secondo cui «non si può aspettare un minuto in più per affrontare con coraggio una crisi che va avanti da sette anni e non riguarda una fabbrica e i suoi lavoratori ma un territorio che si è profondamente impoverito».

Per queste ragioni sabato 17  il Pd dalle 16 sarà in piazza Gramsci con la segretaria regionale Simona Bonafé: «Il lavoro è la nostra priorità dice De Rosas – e senza un’industria forte e moderna sono a rischio tutti i nostri servizi e la realizzazione della diversificazione economica di cui parliamo da tempo».

A trenta mesi dall’acquisto dello stabilimento ex Lucchini da parte di Jsw per il segretario della Federazione Pd «di quel piano non si è visto purtroppo attuare nulla. Oggi non resta che prendere atto del fallimento delle prospettive fatte intravedere dal Gruppo Jindal che hanno generato una nuova situazione di preoccupante incertezza sul futuro della fabbrica e delle prospettive occupazionali di oltre 1600 lavoratori e di un intero territorio».

De Rosas ricorda quindi che «il governo precedente ha fatto la sua parte mettendo sul piatto aiuti consistenti: oltre 100 milioni di certificati bianchi per ottenere anticipazioni dal mercato creditizio, impegni sul costo dell’energia, contributi alla innovazione tecnologica di Stato e Regione attingendo anche alle risorse messe a disposizione dell’Europa per la decarbonizzazione e con il Recovery Fund, capitale fresco da immettere attraverso la partecipazione di Invitalia, disponibilità di Rfi a firmare un accordo per la fornitura di rotaie per 900 milioni di euro. Di fronte a tutto questo la risposta di Jsw è stata un piano industriale assolutamente insufficiente e già bocciato dal nuovo Governo, con previsioni di soli investimenti pubblici e senza una visione».

Per queste ragioni il segretario dei democratici ritiene che ora «occorre ribaltare la prospettiva. Non ci si può più limitare all’assenso o al diniego di piani industriali. L’ingresso dello Stato, necessario e urgente, deve essere accompagnato da un’idea chiara di sviluppo che mantenga la centralità della produzione e lavorazione dell’acciaio con modalità sostenibili per la città e per gli altri asset di sviluppo, turismo su tutti».

Così dunque l’idea è che «il sito di Piombino deve essere inserito in un piano nazionale e in quel disegno deve avere un ruolo definito e virtuoso, per esempio con l’ampliamento della produzione verso i prodotti piani da verticalizzare costruendo finalmente un polo della siderurgia che coinvolga la Magona».

Ma l’attenzione dei democratici allo stesso modo va «alle bonifiche delle aree, che vanno messe al primo posto dell’agenda, insieme alle demolizioni dei luoghi non più necessari all’industria e restituite alla città e a nuovi potenziali insediamenti produttivi. Non per debito di riconoscenza ma per dovere nei confronti di un territorio che deve poter aspirare al proprio futuro». Tutto ciò vale anche «per le aree retroportuali, uno dei grandi valori aggiunti di Piombino per la Toscana, che non possono più essere in ostaggio. Insieme all’autorità portuale va immaginato un percorso rapido che mantenga nella disponibilità di Jsw le aree che sono necessarie per la crescita e lo sviluppo della logistica industriale collegata alla fabbrica e il resto – è la conclusione di De Rosas – deve essere recuperato e messo a disposizione dei soggetti produttivi che hanno manifestato interesse per la città». –

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