Il Tirreno

futuro civico 

«Serve una svolta vera No ai “magheggi” e voce ai cittadini»

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san vincenzo. «Fatti mai visti in Val di Cornia e raramente nel resto della Toscana, al punto che il Pd di San Vincenzo, nelle figure dei due coordinatori del circolo Maurizio Scatena e Fabio Pellegrini, prende le distanze in modo netto dalla vicenda». Così Futuro civico, il movimento politico che nasce dal basso come aggregatore di tutte le forze civiche, in merito agli sviluppi della maxi inchiesta della Procura di Livorno che ha portato al commissariamento del Comune, con l’ex sindaco Massimo Bandini ai domiciliari e 26 indagati tra i quali tre dei quattro assessori della giunta e alcuni tecnici comunali. «Ma non basta – sottolinea Futuro civico –, a lato vediamo apparire anche un secondo filone d’inchiesta che vede una cassetta di sicurezza, con quattro Rolex e 300mila euro in contanti, intestata all’ex tesoriere del Pd di San Vincenzo».

Futuro Civico osserva con grande attenzione ciò che sta avvenendo a San Vincenzo. «Un comune dove, dopo il fallimento dei partiti, il futuro torni realmente nelle mani dei cittadini senza sorprese, o peggio magheggi post elettorali». Quanto accaduto «è completamente inaccettabile e mostra, pur con le dovute garanzie del nostro sistema giudiziario – prosegue –, un modus operandi, che se confermato in sede processuale, è intollerabile per i cittadini. La nostra speranza è che questa vicenda sia solo una brutta eccezione nel territorio della Val di Cornia. È l’ora come cittadini di interrogarsi realmente su quale sia il vero bene per il territorio».

Critica e stupore per quanto accaduto «sono sentimenti inevitabili, ma a questi deve seguire la volontà di mettersi in gioco per far sì che quanto accaduto non si ripeta. Punendo al momento del voto anche politicamente i responsabili, e chi dei propri amministratori non ha controllato a dovere. Il rischio altrimenti è che i sanvincenzini possano trovare in Comune dopo le elezioni il “lato B” dello stesso disco, oppure l’altra faccia della stessa moneta – sottolinea –. Il cambiamento, quello vero, richiede una presa di coscienza e di responsabilità nei confronti di tutti i concittadini che devono mettersi in gioco affinché il futuro di San Vincenzo sia realmente diverso. Un futuro civico dove i partiti offrano alla città il meglio del loro materiale umano, senza rendite di posizione o peggio interessi di bottega. Serve un “vero reset”, un nuovo “Futuro civico” dove gli interessi di tutti i residenti siano predominanti rispetto a quelli di pochi». –

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