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Re David al presidio Jsw «Il governo ci dica che cosa intende fare»

M.M.
Re David al presidio Jsw «Il governo ci dica che cosa intende fare»

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piombino. «Piombino è in una condizione in cui l’assenza di un’idea di politiche industriali viene pagata da lavoratori e territorio. Ci sono i soldi del Recovery fund, bisogna che il governo ci dica cosa intende fare, che ci sia una soluzione». Così la segretaria generale di Fiom Cgil nazionale, Francesca Re David, che è intervenuta al presidio dei lavoratori dell’acciaieria Jsw Steel Italy. Tra l’altro ha sottolineato «sono mesi che con i vari governi chiediamo tavoli sulla siderurgia, non c’è solo Piombino ma anche Taranto e Terni. È un asset strategico per il nostro Paese, se rinunciamo alla siderurgia non c’è industrializzazione che tenga».

Le risposte non arrivano. Il 7 aprile Fim, Fiom, Uilm e Uglm territoriali hanno incontrato il sindaco di Piombino Francesco Ferrari e l’assessore Sabrina Nigro. Ieri la Regione Toscana alla presenza del presidente Eugenio Giani, del consigliere Gianni Anselmi e del funzionario della regione Paolo Tedeschi. Due passaggi che hanno confermato lo stallo. «Non è ancora chiaro chi a livello ministeriale si sta occupando della crisi di Piombino e se c’è qualcuno che si sta realmente relazionando con Jindal – affermano le segreterie sindacali –. Dai due incontri emerge con chiarezza la mancanza di consapevolezza di quale sia e se ci sia, una strategia del ministro nei confronti della proprietà assenteista. È evidente l’assenza di un qualsiasi livello di coinvolgimento nella costruzione di un piano alternativo per Piombino, non solo dei sindacati ma di ogni soggetto rappresentativo del territorio». Che proseguono: «Il timore è ritrovarci tra pochi giorni con un “Progetto per Piombino” che diventi un prendere e lasciare per i lavoratori e per tutto il territorio. Un progetto che nessuno conosce e non sappiamo se potrà davvero fare l’interesse di Piombino o limitare il sito a un ruolo di comparsa solo nel settore rotabile». E concludono: «Sia il Comune che la Regione si sono rese disponibili a ricontattare il ministro per avere chiarimenti su come voglia condurre la crisi delle acciaierie di Piombino e con quale livello di condivisione, consci che lavoratori, sindacati e istituzioni regionali e comunali devono essere soggetti attivi e non semplici comprimari». — M.M.

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