Il sindaco incontra l’assessore regionale «Poche risposte e tanta confusione»
Ferrari e Bezzini a confronto sul futuro di Villamarina: «Caos sul Punto nascita e sull’ospedale unico con Cecina»
piombino. Si è tenuto ieri l’incontro tra l’amministrazione comunale di Piombino e l’assessore regionale alla Sanità Simone Bezzini. Un incontro richiesto con insistenza dal sindaco Francesco Ferrari (che aveva anche organizzato un sit-in a Villamarina) per sapere i dettagli del piano della Regione per il territorio. «Al tavolo di confronto con gli altri sindaci ed i rappresentati Asl delle Valli etrusche, abbiamo chiesto i particolari di quello che Bezzini aveva annunciato come “progetto pilota” per l’ospedale unico di Cecina e Piombino. Abbiamo voluto conoscere – prosegue Ferrari – le specifiche di quello che dovrebbe essere il Centro di procreazione assistita, se si tratti di una struttura di primo o di secondo livello, come quella di Viareggio. Abbiamo chiesto delucidazioni sugli ambulatori per l’infertilità maschile. Abbiamo, ancora una volta, chiesto ragguagli sulla riattivazione del Punto nascita cittadino, per conoscerne le tempistiche e gli investimenti. Avremmo voluto avere notizie precise riguardo il potenziamento dei servizi essenziali e il trattamento della patologie tempo dipendenti».
«A tutt’oggi, e nonostante questo incontro, non sappiamo infatti se e quando sarà riaperto il Punto nascita, attivabile, apprendiamo ora da Asl, con un’unica équipe itinerante tra i due nosocomi di Cecina e Piombino. Non conosciamo i tempi di realizzazione del Pronto soccorso, essendo il suo progetto preliminare in attesa della certificazione richiesta al Ministero. Non sappiamo, più semplicemente, come la Regione voglia declinare il progetto di ospedale unico: non esiste, ad oggi, un progetto e un cronoprogramma – prosegue la nota dell’amministrazione – che delinei tempi e modi per la realizzazione del piano. Ad oggi, assistiamo tristemente ad una guerra tra poveri (Piombino e Cecina) che si contendono il tozzo di pane dei servizi sanitari essenziali».
Ferrari prosegue sostenendo che le domande del Comune restano senza risposta e «le nostre preoccupazioni si moltiplicano e, ancora di più, ci pare chiara la confusione della Regione sull’idea di salute pubblica in questo territorio: più che progetti concreti, intravediamo solo idee, dichiarazioni ed enunciazioni di volontà. Ci siamo seduti a quel tavolo portando la voce di un territorio. Questo perché siamo convinti che la Regione debba ascoltare quei cittadini che legittimamente chiedono certezza sui servizi essenziali, sullo snellimento delle liste d’attesa, sulla possibilità di partorire a Piombino non per una battaglia di campanile ma per la garanzia di sicurezza. E ancora: sui tempi di realizzazione di un Pronto soccorso che oggi ci dicono essere in ritardo e non completabile, quindi, prima del 2026. Le nostre sono domande circostanziate, assennate, e ci meravigliamo che non siano state poste da chi sta progettando il servizio».
«Ci siamo seduti a quel tavolo con la volontà di dialogare, proporre soluzioni e, legittimamente, indicare criticità e priorità. Ci meravigliamo che la Regione non intraveda problemi, ad esempio, con un’équipe itinerante che debba gestire i parti contemporaneamente su Cecina e Piombino. Le nostre sono domande sensate di cittadini che vogliono essere tutelati: la Regione ci permetta di incidere su quelle scelte che sono di tutti e ci permetta di costruire, insieme, la sanità di questo territorio». —
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