Il Tirreno

energie rinnovabili 

Fotovoltaico a Bocca di Cornia Il progetto è ancora in Regione

Manolo Morandini
Fotovoltaico a Bocca di Cornia Il progetto è ancora in Regione

Avviato un nuovo iter dal colosso spagnolo Solarig, dopo la prima bocciatura Interessati 66 ettari di terreno per un impianto che prevede 76.024 pannelli

3 MINUTI DI LETTURA





Manolo Morandini

piombino. Resta nel mirino del colosso spagnolo delle energie rinnovabili Solarig la zona Bocca di Cornia. Incassata la battuta d’arresto al progetto per un impianto fotovoltaico da 33,830 MWp, nell’ambito della procedura di verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale dell’opera, che fa capo al settore Via della Regione Toscana, la società torna a farsi avanti. E lo fa avviando il più complesso processo di autorizzazione regionale unica. Tra l’altro la comunicazione a tutte le amministrazioni ed enti potenzialmente interessati, e comunque competenti a esprimersi sulla realizzazione e sull’esercizio del progetto risale al 27 novembre dello scorso anno. Ma ad oggi il procedimento non ha registrato passi in avanti. Procedimento che tra l’altro comprende anche la valutazione di incidenza ambientale sulla vicina Oasi orti Bottagone. In pratica, lo scopo è di salvaguardare l’integrità del sito naturalistico attraverso l’esame delle possibili interferenze del progetto che potrebbero condizionarne l’equilibrio ambientale.

Che cosa possa essere cambiato rispetto alla precedente versione del progetto non è dato sapere. Ad oggi la documentazione non è pubblica. Tuttavia, stando alla sintesi i dati della potenza dell’impianto e la tipologia sono gli stessi. La procedura all’esame del settore via della Regione Toscana conferma l’interesse per uno spicchio di terreno che rientra nelle cosiddette aree deperimetrate con le delibere regionali 68 del 2011 e 107 del 2012. In pratica, le aree dette deperimetrate sono quelle che sono state individuate e ritenute le uniche adatte per impianti fotovoltaici, recepite con il Piano ambientale ed energetico regionale del 2015, che le ha anche sottoposte a valutazione ambientale strategica.

Il gruppo Solarig, che opera in 16 Paesi e dichiara una potenza installata di 4.500 Mw in 220 centrali solari, ha opzionato 66 ettari di terreni coltivati a seminativo per realizzare il maxi impianto fotovoltaico capace di produrre 50,8 MWh all’anno. L’operazione, tramite la controllata Solar Energy Sette Srl, ha una scala in potenza che è cinque volte l’iniziativa poi ritirata a marzo 2020 dalla torinese SVP Energy 1 Srl, che si proponeva di dare corpo a una centrale capace di produrre 9,8 Mw di energia elettrica su 16 ettari al margine settentrionale dell’area produttiva di Montegemoli.

Questa volta l’area interessata è sul lato mare rispetto alla strada 398. Ha una forma triangolare, compresa a ovest dalla statale 398, a sud dalla provinciale 40 e a est dal fiume Cornia. È qui che ha in progetto di installare 76.024 pannelli fotovoltaici monocristallini bifacciali, montati su delle strutture a inseguimento mono-assiale est-ovest, dette tracker, in metallo i cui sostegni sono “avvitati” a terra. La potenza nominale dell’impianto è pari a 33,830 MWp. Si tratta di terreni a seminativo che sono stati messi a disposizione con contratti preliminari per la vendita o di concessione del diritto di superficie per 30 anni. Le aree interessate dal progetto fanno capo a 13 proprietari e tutti, stando a quanto dichiarato dalla Solar Energy Sette Srl hanno stipulato un contratto preliminare per la vendita tranne uno che ha scelto la formula della concessione del diritto di superficie. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani