Gessi rossi, mozione «Il Comune chieda verifiche urgenti»
suvereto. L’invito è a guardare oltre il confine amministrativo. È quanto chiede il gruppo consiliare d’opposizione Uniamo Suvereto alla sindaca Jessica Pasquini e la sua giunta con una mozione sull’utilizzo dei gessi rossi nel ripristino a Montioni della ex Cava di Poggio Speranzona, che per qualche centinaio di metri ricade nei confini del Comune di Follonica.
«La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali il 24 marzo 2021 ha approvato all’unanimità una relazione sull’utilizzo dei gessi rossi utilizzati dal 2004 per il ripristino della ex cava esaurita di Montioni – premette il gruppo consiliare –. Dalla relazione è emerso che il rilascio nei terreni di solfati, cloruri, manganese, nichel, cromo e ferro, che possono essere considerate traccianti dei gessi rossi, ha portato nel tempo, per lisciviazione ovvero per lavaggio e percolato, alla contaminazione delle falde sotterranee e delle acque superficiali, dove queste sostanze sono state rilevate oltre i limiti, anche prima che questi limiti venissero poi derogati per legge».
È un tema spinoso il destino dei gessi e di quello, a essi collegato, dell’azienda Venator, che produce biossido di titanio negli stabilimenti di Scarlino, dalla cui lavorazione deriva il famigerato scarto. Il primo effetto “politico” della relazione conclusiva della commissione parlamentare Ecomafie, approvata all’unanimità e presentata dal presidente Stefano Vignaroli è stato quello di bocciare senza mezzi termini ogni possibile riutilizzo dei gessi rossi, in qualunque attività e per qualunque fine, evidenziandone la pericolosità, dati alla mano. Ovvero i risultati delle analisi sulle falde sottostanti la cava di Montioni, dove è in corso il ripristino con l’uso di questo materiale. Chiamando soprattutto Regione Toscana ed enti di controllo alle loro responsabilità sul piano normativo e autorizzativo.
«Quanto emerso dalla relazione – dice Uniamo Suvereto – si ritiene non possa essere ignorato e che, anzi, siano necessari immediati accertamenti e verifiche, di cui anche il Comune debba farsi richiedente presso tutti gli enti e soggetti privati coinvolti». —
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