Il Tirreno

campo lo feno 

Frana sulla provinciale, solo nel mese di giugno riapertura completa

Stefano Bramanti

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POMONTE. Dopo la frana a Campo Lo Feno sulla provinciale numero 25 è stato concesso il passaggio ai mezzi di soccorso e al bus che trasporta i bambini alle scuole di Marina di Campo provenienti da nord.

Ma nei fatti solo la posa della rete paramassi, alta sei metri, garantirà a giugno un passaggio dei veicoli nelle migliori condizioni. «Una richiesta fatta alla Provincia – spiega l’ingegner Massimo Canigiani, responsabile del progetto – ha portato a concedere quei passaggi. Certo se un malato, in condizioni gravi, deve sopportare il tragitto di strada più lungo, passando da Marciana Marina, Procchio per raggiungere l’ospedale di Portoferraio, i tempi di percorrenza diventano rischiosi. Passaggi sporadici e brevi dunque sono concessi, ma prima gli uomini della Nanni Elba, che attua i lavori, valutano se il momento è adatto, sorvegliano e danno l’ok. Se fosse concessa la circolazione a senso unico alternato, richiesto da tanti, il rischio sarebbe permanente e magari col semaforo rosso, si formerebbero lunghe file, con rischi maggiori. Ancora non sono state messe le reti paramassi che saranno applicate dopo una gara d’appalto, che avverrà in maggio. Il completamento del progetto – prosegue Canigiani – avverrà quindi all’inizio dell’estate. Ancora vengono fatte cadere parti di roccia pericolanti dai rocciatori, per eliminare il più possibile altri crolli di pietre, e viene posta la rete aderente alla parete del Capanne oggetto della frana. Ma non è una sistemazione completa: non c’è la grande rete paramassi alta sei metri e resistente a forti pesi. Ora, lungo il punto della strada colpito dalla frana, esiste una barriera provvisoria, fatta di grossi cubi di cemento armato sormontati da una rete, ma è una soluzione non risolutiva».

Ora e il dilemma è quello di scegliere di puntare alla sicurezza maggiore o cedere alle richieste della gente, che magari per le proprie induebbie esigenze non valuta a fondo le necessità tecniche per assicurare le valide soluzioni protettive.

«Stiamo quindi valutando ogni aspetto – conclude l’ingegnere – e facendo le varie verifiche, ma il progetto sarà davvero valido solo alla dei lavori. Riaprire ora la viabilità sarebbe rischioso». —

Stefano Bramanti

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