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l’iniziativa 

Una casa rifugio gestita dal Comune per le donne vittime di violenza

A.D.
Una casa rifugio gestita dal Comune per le donne vittime di violenza

L’amministrazione ha trovato una struttura adeguata. Presto la firma della convenzione con i Comuni e l’Asl

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PORTOFERRAIO. Una casa rifugio per le donne vittime di violenza. Quella che fino a poco tempo fa era soltanto un’idea adesso si è trasformata in un progetto concreto, che l’amministrazione comunale di Portoferraio conta di portare a termine in tempi rapidi. Lo ha spiegato il vicesindaco e assessore al sociale Luca Baldi, nel corso di una conferenza stampa. L’obiettivo è dare una mano concreta alle donne che subiscono violenze domestiche.

«Questa amministrazione dal 2019 ha intrapreso un percorso, un dialogo con tutte le associazioni del terzo settore per quella che io avevo definito la costituzione di una rete all’interno del sociale – racconta Baldi – abbiamo cercato di istituire un percorso che ci doveva vedere insieme pur nel rispetto delle singole identità. Credo che in parte ci siamo riusciti e dobbiamo ancora lavorare e riaprire questo tavolo perché poi i risultati arrivano. Nel caso specifico penso al progetto della “casa rifugio” che come amministrazione comunale abbiamo sostenuto fortemente». Nel 2019 all’interno del consiglio comunale si è costituito, grazie alla presidente del consiglio Delia Scotto, un gruppo rosa con tutte le consigliere donne sia di maggioranza che di minoranza. «L’idea – racconta Baldi – è cercare di trovare delle risposte a situazioni che purtroppo ci sono sempre state ma in questi ultimi due anni, anche a causa delle restrizioni conseguenti al Covid, con le famiglie chiuse in casa, sono aumentate. Fortunatamente in questo percorso siamo stati sollecitati dall’associazione Insieme per l’Elba che stava predisponendo un progetto di questo tipo».

L’amministrazione ha quindi aperto la discussione. «Come Comune di Portoferraio ci siamo resi disponibili a portare la discussione sul tavolo di tutte le amministrazioni comunali – racconta Baldi – Ci siamo riusciti e l’associazione grazie anche all’intervento del Rotary club Isola d’Elba che in parte ha contribuito alla realizzazione di questo progetto, ha individuato una casa rifugio in una struttura».

Quindi oggi esiste un immobile che ha tutte le caratteristiche che rispondono alla normativa. «Abbiamo condiviso il progetto e a breve faremo una convenzione con tutti i Comuni elbani, l’associazione Insieme per l’Elba e la Asl – sostiene il vicesindaco – Abbiamo messo insieme tutti i soggetti per gestire in maniera professionale e adeguata certi tipi di situazioni. In sostanza il rifugio è un luogo dove andranno persone che hanno subito violenza domestica. Fino ad oggi queste persone in attesa di essere trasferite in strutture adeguate venivano accolte presso la struttura ospedaliera, generalmente all’interno del reparto di ginecologia, per qualche giorno. È chiaro che questa cosa doveva avere una risposta e noi abbiamo cercato di mettere in campo tutte le energie mettendoci in rete e ci siamo riusciti. A breve arriveremo alla firma di questo protocollo: speriamo che non ci sia l’esigenza ma se dovremo assistere una persona che ha subito violenza domestica noi a brevissimo saremo in grado di gestire questa situazione con una struttura adeguata».

«Un dovere e un impegno di civiltà – conclude il vicesindaco con delega al sociale – che questa amministrazione doveva assumersi grazie anche ai contributi ricevuti dalle diverse associazioni, soprattutto Insieme per l’Elba e Rotary». —

A.D.

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