Tali aveva una grave cardiopatia Gli accertamenti vanno avanti
piombino. Aveva una grave cardiopatia. Ma gli accertamenti non sono conclusi, il medico legale vuole approfondire. Stiamo parlando di Tali Hocudua, il nigeriano di 31 anni trovato morto il 25 marzo alla Caravella, l’ex residence trasformato in centro di accoglienza per richiedenti asilo. Martedì sera il medico legale Damiano Marra ha eseguito l’autopsia per accertare la causa di morte del giovane. I primi esami, stando a quanto è trapelato, hanno dunque riscontrato una grave cardiopatia. E questa sarebbe compatibile con l’abuso di sostanze alcoliche, se è vero che il giovane aveva bevuto molto pur non essendoci abituato. Alcuni amici infatti lo hanno descritto come uno che non beveva, non fumava, non si drogava. Per questo lo avevano soprannominato “il pastore”. Ma il medico legale ha detto che vuole procedere con altri esami, altri accertamenti, anche per capire se quella cardiopatia fosse congenita o meno e anche per escludere altre concause. L’anatomopatologo si è preso i consueti 60 giorni per consegnare il rapporto al sostituto procuratore Pietro Peruzzi.
Ricordiamo che Tali Hocudua era in Italia da sei anni e alla Caravella negli ultimi due. Da fine febbraio non poteva più stare lì. Si era visto bocciare per la terza volta (prima dalla commissione centrale di Roma, poi dal tribunale e dalla Corte di appello) la richiesta di asilo e in mano gli era rimasto solo un decreto di espulsione. Gli amici dicono che fosse disperato per questo. Probabilmente non era la prima volta che tornava di nascosto nell’ex residence, passando da un buco della rete di recinzione. Mercoledì 24 è stata l’ultima. Il giovane si è chiuso dentro, da solo, nell’alloggio dove aveva vissuto per due anni. E la mattina dopo è stato trovato morto. —
A.d.G.
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