Il Tirreno

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Ferramenta Soldi decide di chiudere dopo 26 anni dall’apertura

Irene Di Brino
Ferramenta Soldi decide di chiudere dopo 26 anni dall’apertura

Il titolare: «Stare al pubblico è stata una scuola di vita» Tanti i clienti storici che sono passati per l’ultimo acquisto

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Irene Di Brino

san vincenzo. Dopo ben 26 anni di attività, il 31 marzo 2021, la Ferramenta Soldi di San Vincenzo ha chiuso definitivamente i battenti. Un altro negozio storico che da quest’anno non farà più parte della geografia del paese e delle abitudini dei cittadini. Cosa ne prenderà il posto, ancora non si sa. «Chiudere un’attività è veramente una situazione strana – spiega Michele Soldi, classe 1970, gestore della ferramenta – da un lato è come mettere fine a qualcosa che hai costruito e a cui hai dedicato gran parte della tua vita, con fatica e molte rinunce. Ma dall’altro è anche l’inizio di una nuova strada, diversa, da intraprendere con coraggio».

Il mercato che cambia, la necessità di più tempo da dedicare alla famiglia, la passione per questo lavoro che si affievolisce ogni anno di più. Questi i motivi della decisione, che già da un po’ si era fatta strada nella mente del proprietario. Michele ha portato avanti il negozio, insieme alla madre Rosanna Soldi, fin da quando, nel 1994, a lei venne l’idea di trasformare i fondi di via Lucca in una ferramenta.

«Io non potevo più continuare il lavoro al forno, che amavo molto, per colpa di una grave allergia, così un giorno mamma trovò sul giornale l’annuncio della vendita dell’arredamento di una ferramenta a Viareggio, praticamente nuovo, e lo prendemmo. Lei aveva già lavorato al pubblico mentre per me era la prima esperienza. Posso dire che questa ferramenta è stata una grande scuola di vita».

Imparare a trattare con i clienti, superare la timidezza, accogliere tutti con la voglia di soddisfare le esigenze, queste le sensazioni dei primi anni di lavoro. «Guardavo tutto con un ottimismo dettato dalla voglia di fare. Comprare nuovi macchinari, espandere lo spazio commerciale, migliorare l’assortimento, tutto mi veniva naturale. Col tempo però, sono cambiate tante cose e poi sono cambiato anche io. Lavorare in proprio è anche questo. Quando si smette di progettare e il lavoro diventa solo un dovere, allora forse è meglio chiudere».

È evidente che gli ultimi anni prima della pandemia hanno visto lo sviluppo capillare della rete del commercio online, con colossi come Amazon che sono arrivati a sostituirsi a gran parte dei negozi al dettaglio specializzati. «Io lo capisco – commenta Michele – prezzi più vantaggiosi e consegna lampo. Chi non lo preferirebbe? Purtroppo così diminuisce il nostro di lavoro perché ci troviamo impossibilitati ad abbassare troppo i prezzi, altrimenti ci rimettiamo. Il piccolo commercio sopravvivrà, ne sono sicuro, ma il mercato è cambiato troppo e io a un certo punto ho perso l’entusiasmo». Questo è anche il motivo che ha spinto Michele a non cercare acquirenti per l’intera ferramenta. «Non penso che nessuno potrebbe permettersi un investimento di tale portata in questo momento storico». Per anni, però, il contatto con la clientela e la possibilità di offrire consigli, riparazioni e spiegazioni “personalizzate” sono stati fondamentali per Michele e Rosanna.

«Chi è entrato da quella porta, qui ha sempre trovato un aiuto, non solo materiale. Per loro abbiamo tagliato, saldato, filettato, incollato, riparato. E siamo certi che tutto questo rimarrà sempre nei nostri ricordi e nei ricordi delle persone che da noi hanno trovato un appoggio, ripagandoci con la loro fiducia. Stare dietro al bancone di un qualsiasi negozio aperto al pubblico non è facile, specialmente nei giorni in cui da quella porta non entra nessuno. Eppure, vedere la reazione dei clienti alla notizia della chiusura mi ripaga di molti sacrifici fatti negli anni».

Di questo parla anche la signora Rosanna, mentre il figlio si occupa di una vendita. «Un sacco di clienti storici, tantissimi sanvincenzini sono venuti a salutarci. A comprare qualcosa prima che chiudessimo. Ci ha fatto molto piacere ricevere questo arrivederci dai compaesani, è stato un bel modo per concludere questa lunga esperienza». Rosanna, dopo anni di lavoro al fianco del figlio, andrà finalmente in pensione.

«È giusto che anche lei abbia le sue ore libere – commenta Michele – e che possa godersi un po’ la pensione. In fondo lei, come me, ha passato tutto questo tempo nel negozio, occupandosene anche da sola nei pochi giorni di ferie che mi sono concesso». Sono una bella squadra, madre e figlio, rodata e formata dall’esperienza. Si capisce guardandoli muoversi dietro il bancone, con un ritmo quasi perfetto. «Quando abbiamo iniziato eravamo una strana coppia. Lei quella solare, io quello taciturno e scorbutico. Piano piano ho imparato da lei gli aspetti positivi dello stare al pubblico. Sono diventato più aperto al dialogo, ho capito che a volte un sorriso e un po’ di leggerezza sono di aiuto a tutti».

Un’esperienza che Michele si porterà dietro anche nei progetti e lavori futuri, di cui non esita a parlare. «La decisione di chiudere l’ho maturata ancora prima dell’inizio della pandemia. Così ho usato questo anno per riqualificarmi e studiare per poter tornare competitivo nel mondo del lavoro. I risultati iniziano ad arrivare e, adesso, è davvero arrivato il momento di voltare pagina». Proprio mentre sta entrando un altro cliente, Michele aggiunge l’ultimo dettaglio del puzzle. «Un rammarico ce l’ho – conclude – ed è quello di non poter salutare da dietro al bancone i clienti che arrivavano puntualmente con la stagione estiva. L’entusiasmo e il sorriso con cui ogni anno venivano a trovarci mi rimarrà nel cuore». Un arrivederci, quindi, traspare da queste parole. Insieme al ringraziamento rivolto ai clienti, locali e turisti, che per anni si sono aggirati tra gli scaffali della ferramenta Soldi e che dovranno solo aspettare, per scoprire cosa nascerà in futuro tra quelle quattro mura. —

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