Italia
Tali non voleva guai ma era disperato per l’ultima bocciatura
Gli amici del centro: non beveva, non fumava e non si drogava Era terrorizzato all’idea di essere costretto a tornare in Nigeria
piombino. Gli amici lo chiamavano «il pastore». Non perché fosse un religioso o roba del genere, ma per la morigeratezza. Tali Hocudua non beveva, non fumava, non si drogava. Era un tipo tranquillo, uno che non si metteva nei guai, uno che a venticinque anni era scappato dalla Nigeria su un barcone, come tanti altri, in cerca di un futuro. Tali non lavorava, o almeno non aveva un lavoro stabile.
Dicono che spesso si recasse a Follonica ma ancora più spesso a Livorno, dove aveva già vissuto quattro anni, dal 2015 al 2019, prima di essere ospitato alla Caravella.
A Livorno aveva qualche amico e conosceva un po’ di gente, anche qualche negoziante. A volte prendeva il treno o il pullman e andava a dare una mano per raggranellare qualche soldo.
Alla Caravella viveva nell’appartamento in cui è stato trovato morto. Fino alla fine di febbraio, quando la sua lunga attesa per ottenere il permesso di soggiorno definitivo era finita male. La domanda per la concessione del riconoscimento della protezione internazionale gli era stata già bocciata dalla commissione di Roma. Tali aveva fatto ricorso in tribunale, ma aveva perso anche quello. Anche la Corte d’appello gli aveva detto di no. Per la terza volta. E quindi, a fine febbraio, il questore gli aveva revocato il permesso di soggiorno. Con quel decreto di espulsione in mano, Tali era disperato. «Gli avevo detto di non prendersela troppo – racconta un amico – Gli avevo spiegato che la condizione di clandestino non sarebbe stata perenne, avrebbe potuto riprovare in un altro Paese. Ma lui era davvero disperato, terrorizzato all’idea di dover tornare in Nigeria».
L’alloggio in cui abitava alla Caravella è composto due stanze. Camera con letto matrimoniale e salotto con un lettino. Tali è stato trovato in salotto, in terra. Maglietta e pantaloncini, era appoggiato tra letto e comodino, la testa reclinata su un fianco. Sul pavimento, vomito di colore rosso. —
A.d.G.
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