Meteo
«Recovery Plan, l’Elba non può perdere questa chance»
La fondazione punta su autonomia idrica, depurazione e isola plastic free
PORTOFERRAIO. «Il Recovery plan – Next generation EU è un gigantesco piano di finanziamenti europei e per l’Elba è una grande opportunità che deve essere utilizzata nel più proficuo dei modi». È il pensiero della Fondazione Isola d’Elba che, sulla questione, chiede un cambio di passo alle istituzioni dell’isola.
«L’amministrazione di Portoferraio, come capofila, ha predisposto un elenco dei progetti per tutti i sette comuni, purtroppo con molti limiti dovuti al ristretto tempo per la presentazione, ma il sindaco Zini nella riunione dell’11 marzo scorso ha aperto ad ulteriori suggerimenti – speigano dalla Fondazione – approfittando della disponibilità vogliamo suggerire l’inserimento di altre importanti questioni assenti nel documento, quali l’autonomia idrica, la depurazione degli scarichi a mare, l’isola plastic free. Tutti temi connessi alla rivoluzione verde e transizione ecologica, missione inclusa nel Piano».
La Fondazione Isola d’Elba ricorda come per l’autonomia idrica Asa abbia proposto il dissalatore, «impianto tipicamente industriale – dicono dalla Fondazione – che per alcuni aspetti contrasta con le linee di indirizzo ambientali del Piano. All’Elba le perdite idriche della rete distributiva sono del 57 per cento, per cui il 43 per cento della costosa acqua dissalata andrebbe sprecata. Non sembra l’approccio migliore. L’apporto totale dei pozzi e sorgenti elbane in volume è pari attualmente a circa il 75 per cento del volume complessivo erogato dalle reti comunali. Adottando i concetti dell’economia sostenibile riteniamo che l’autonomia idrica debba passare dalle buone pratiche, in ordine: piano pluriennale di revisione delle condotte fino a valori di perdite accettabili, ricerca e captazione delle ulteriori risorse idriche sotterranee disponibili, realizzazione di idonee opere di accumulo di acqua anche per bilanciamento invernale-estivo, attivazione di un piano di recupero acque piovane diffuso, e sostituzione-riparazione della tubazione di collegamento Elba-Piombino. I dati sono tratti da autorevoli studi: Report 2020 di “Isole Sostenibili” redatto da Centro nazionale ricerche CNR e Legambiente».
Quanto alla depurazione delle acque reflue «dovrebbe essere inserita con un progetto di adeguamento degli impianti e degli scarichi a mare di tutta l’isola ai migliori standard mondiali – aggiungono dalla Fondazione – la lotta alla plastica, infine, dovrebbe essere fortemente implementata su tutti i territori comunali, con l’obiettivo di azzerare ogni utilizzo monouso nel territorio elbano. Le risorse energetiche rinnovabili e la mobilità elettrica sono già citate nel documento ufficiale: sono progetti molto complessi per loro natura, quindi auspichiamo fortemente che ne vengano implementati gli studi e la successiva realizzazione pluriennale, senza restare solo ipotesi sulla carta. Sono tutti tasselli di un complesso e difficile mosaico che, se ben realizzato nel tempo, porterebbe l’isola verso un futuro più sostenibile e più appetibile per un turismo esigente verso i valori della natura». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
