Il presidio
Completato l’organico di Chirurgia Il primario é Giuseppe Celona
PIOMBINO. Ha preso servizio l’ultima dei sei chirurghi assegnati a Villamarina.
Tutti contratti a tempo indeterminato decisi mesi fa, risultato di una selezione specifica. Completano l’organico di otto, oltre al primario dell’Unità operativa, con cui tornare almeno ai livelli di attività del 2019.
Nel 2020 le sale operatorie hanno lavorato ogni giorno dal lunedì al sabato mentre la domenica sono state garantite le emergenze e le urgenze. A scartamento ridotto, però, a causa di una situazione sanitaria così complessa da indurre i pazienti a rimandare, quando possibile e più possibile, gli interventi.
Nel 2019 le operazioni eseguite nell’ospedale piombinese sono state 1.850. Circa 1.300 in chirurgia generale. La differenza é da conteggiare nelle varie specialistiche (otorino, urologia,ortopedia).
Senza i nuovi ingressi non sarebbe stato possibile iniziare a riappropriarsi di almeno quei numeri (ante 2019 gli interventi superavano i 2.000). E neanche riprendere l’attività ambulatoriale, fortemente penalizzata proprio dalla mancanza del personale medico necessario.
Lo staff di chirurgia generale si era andato assottigliando con il pensionamento del primario, il dottor Massimo Campana, nel dicembre scorso. Nel conto, anche la mobilità interna verso altri ospedali che aveva allontanato da Villamarina diversi professionisti.
In attesa del concorso specifico, il primariato é stato assegnato nel febbraio scorso al dottor Giuseppe Celona. Un’iniezione di fiducia e di prospettiva verso il nostro ospedale, che può aver avuto il suo peso nell’accettazione degli altri incarichi con cui si é ripristinata la dotazione organica di un reparto-chiave.
L’obiettivo era stato individuato negli incontri tra i sindaci e la Società della Salute Valli Etrusche.
«Possiamo dire che é stato raggiunto attraverso il dialogo con Asl», commenta il consigliere regionale Gianni Anselmi che si é impegnato a seguire le questioni sanitarie di questa parte di territorio toscano.
«L’ingresso del sesto chirurgo – sottolinea Anselmi – permetterà di estendere i servizi ambulatoriali collegati alla chirurgia, come l’endoscopia digestiva, l’ambulatorio di ecografia chirurgica anche interventistica, l’ambulatorio per i piccoli interventi e proctologico. E, naturalmente, di incrementare ulteriormente, anche dal punto di vista qualitativo, l’attività operatoria».
Rispetto all’ospedale di Cecina, l’organico della Chirurgia Generale, guidato dal dottor Luca Mannocci non presenta posti scoperti, «dunque - chiude Anselmi - possiamo dire che su questo fronte il problema è ad oggi risolto».
Intanto é alla firma delle sigle sindacali l’accordo regionale sull’assegnazione di un fondo di 400 mila euro per il 2021 a disposizione delle zone sanitarie disagiate.
Serviranno a retribuire incarichi professionali a medici che accettano di lavorare in aree come questa. —
V.P.
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