Meteo
Il difensore chiederà subito una perizia psichiatrica
venturina. La prima cosa che chiederà l’avvocato Alberto Moschini al giudice delle indagini preliminari sarà una perizia psichiatrica. Del resto, sul fronte procedurale è facile prevedere che, in attesa della conclusione delle indagini e al netto della futura scelta del rito (che con ogni probabilità sarà il giudizio abbreviato), questo caso si concentrerà esclusivamente sulla valutazione della capacità di intendere e di volere di Francesco Biagi al momento del fatto. Insomma, sull’infermità mentale.
Ma al momento siamo ancora nella fase delle indagini. I carabinieri hanno concluso gli accertamenti scientifici nell’appartamento dove è stato accoltellato Stefano Biagi, il coltello è sotto sequestro e a giorni sarà eseguita l’autopsia. Intanto gli stessi investigatori hanno acquisito la cartella clinica di Francesco, con le valutazioni fatte fin qui dagli psichiatri del servizio di igiene mentale dell’Asl che hanno avuto in cura il giovane nell’ultimo anno.
In questi due giorni l’avvocato Moschini ha parlato con la famiglia, cioè con la madre e la sorella di Francesco. Le due donne, straziate dal dolore, si sono raccomandate di seguire con attenzione il giovane. Di garantirgli la massima tutela. Nel caso in cui le perizie dovessero accertare una malattia mentale, l’ambiente carcerario non sarebbe l’ideale. Nel frattempo, Francesco rimane in isolamento alle Sughere ma sorvegliato a vista. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
