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«Sicurezza e ambiente sano per sperare nella zona bianca»

L’associazione ambientalista frena sull’ipotesi  di allentamento delle restrizioni «Senza vaccini e controlli il rischio è troppo alto»

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PORTOFERRAIO. Elba zona bianca? Un ambiente insulare sano e sicuro? E chi non lo vorrebbe? Potrebbero essere ipotesi percorribili, a patto però di rispettare precise condizioni. Lo afferma Legambiente che concorda con le proposte espresse dai pediatri di libera scelta elbani Fabio Berni, Alberto De Fusco e Laura Pertici, dinnanzi alla proposta di “Elba zona Bianca” avanzata dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Che richiedono una vaccinazione a tappeto e controlli severi all’imbarco di Piombino, consentendo l’accesso ai non residenti solo a condizione che esibiscano un certificato di vaccinazione anti Covid o l’esito negativo di un tampone eseguito non oltre 48 h precedenti.

«Sarebbe sicuramente un riconoscimento di grande valore – riconosce Legambiente – e permetterebbe a bambini e ragazzi di tornare a una frequenza regolare della scuola e delle attività ludiche, delle quali hanno assolutamente bisogno per riprendersi da un periodo che rischia di trasformarsi in un diffuso disagio infantile, adolescenziale e giovanile. Inoltre, nella terza isola italiana anche solo la possibilità di movimento della popolazione residente servirebbe a dare ossigeno alle imprese, a partire da bar, ristoranti, pubblici servizi e centri per l’attività sportiva, messe in ginocchio dalle restrizioni».

Ma per dichiarare l’Elba Covid-free occorrono vaccinazioni, controlli, altrimenti si corre un doppio pericolo. «Una zona bianca senza protezioni – chiarisce sempre l’associazione ambientalista – sarebbe un richiamo incontrollato tipo sirene di Ulisse e ci metterebbe in una situazione di rischio per la nostra salute e per l’economia turistica. Il rischio per l’economia sarebbe essere zona bianca di aprile, zona rossa a luglio e viola scuro o nera in autunno».

Si prenda l’esempio delle altre isole italiane che puntano a dichiararsi Covid-free, delle isole greche e delle Canarie. Stanno avendo accesso privilegiato ai vaccini. Puntano sia su una rapida vaccinazione di massa della popolazione, dei lavoratori pendolari, degli operatori e lavoratori del turismo. Come pure premono sulla richiesta di un forte controllo dei turisti e proprietari di seconde case che accederanno alle isole, ai quali verrà richiesto il passaporto Covid-free. «La vediamo davvero dura – conclude Legambiente – visto che aspettiamo ancora che le amministrazioni comunali elbane applichino davvero le delibere plastic-free approvate nel 2019 e che la Regione Toscana faccia rispettare davvero le sue normative contro la plastica monouso nelle località turistico/balneari e mentre invece l’inquinamento da plastica si aggrava a terra e a mare a causa dei dispositivi anti-Covid». –

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