Il presidio
«Il governo intanto garantisca la continuità produttiva»
PIOMBINO. «Per Jsw intanto servirebbe la continuità produttiva, qui lo Stato potrebbe dare una mano, con la garanzia che la produzione resti in Italia, quindi sviluppare un Piano industriale di medio e di lungo periodo».
È l’opinione di Riccardo Gelichi, portavoce di Ascolta Piombino, che ricorda come «sulla vertenza “Lucchini”, ormai storica quanto attuale, se ne sono viste e sentite molte, forse troppe».
Per Gelichi quello che sta mancando a Piombino «è una sinergia politica e una tensione costante sull’argomento: non è possibile liquidare un tema così complesso e articolato con una semplice dichiarazione: “ci pensi lo Stato”. Giusto che i sindacati alzino l’attenzione e la politica segua di pari passo, ma se il populismo domina gli argomenti seri, questi non hanno speranza. Le istituzioni hanno il dovere di colloquiare con l’azienda, giornalmente se necessario, per capirne le finalità e le intenzioni, se non lo fanno e nemmeno ci provano, lasciano aperta la porta del silenzio e degli alibi».
Per queste ragioni «la Regione, il Comune di Piombino e gli organismi politici a tutti i livelli – prosegue il portavoce di Ascolta Piombino – dovrebbero lavorare su finalità definite, con il supporto dei sindacati, questa vertenza richiederebbe unità. La scelta di progettare il secondo lotto della strada 398 esclusivamente con un tracciato che taglia in due la fabbrica, senza alcuna condivisione o discussione, è stata una pessima scelta, unilaterale e senza alcuna visione urbanistica, una valutazione populistica, già vista in passato purtroppo, di quelle che auspicano una rinascita a colpi di bacchetta magica».
Secondo Gelichi «ricostruire un tessuto urbano intorno a una fabbrica che arretra, è un percorso ineludibile ma che si dovrebbe fare con Jsw, insieme a Stato e Regione, nel caso di Piombino anche con l’Autorità di sistema portuale, dentro un progetto definito, di certo non con un comunicato unilaterale. L’idea iniziale, era quella di lasciare nel progetto preliminare del secondo lotto della 398 entrambi i tracciati, quello indicato oggi e quello previsto nella Variante Aferpi, in attesa di un piano industriale. Del resto anche per un futuro sviluppo nelle aree adiacenti al porto, il tracciato che taglia la fabbrica diventerebbe seriamente ostativo; problemi di cui ti accorgi dopo, quando si fanno le cose senza una programmazione».
Gelichi vuol rilevare anche che «la diversificazione è un’altra cosa, indipendente quanto dialogante con l’azienda, di cui ancora manca anche solo l’idea». E per lui «sulla complicata situazione attuale, sarebbe auspicabile avvalersi anche della consulenza del commissario Piero Nardi, ricordo che in una sua relazione manifestava la necessità di un coordinamento ampio e costante fra Mise e Regione, quindi pensiamo che l’apporto istituzionale in questa vertenza sia e sarà fondamentale per la sua riuscita. Quello che non sarebbe auspicabile è una nuova stagione d’illusioni con proposte stravaganti: è arrivato il momento delle verità e del lavoro costante». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google