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Giovanni e Stuart, tanta vela e l’intuizione del carbonio
Uno di Populonia Alta, l’altro australiano trapiantato a Piombino per amore hanno fondato la “Nero” che realizza componenti per la nautica ma non solo
Francesca Lenzi
PIOMBINO. Ci sono due tizi. Uno è di Populonia, l’altro viene dall’Australia, e insieme hanno aperto una ditta a Piombino. No, non è l’inizio di una barzelletta un po’ strana, ma la storia bella e seria, ma non grave – ci scuserà Ennio Flaiano per la citazione deformata – di due giovani uomini che hanno deciso di fare della propria passione un lavoro. Scommettendo in un periodo per nulla semplice, ma potendo contare su una competenza che arriva da anni di impegno sul campo.
I due si chiamano Giovanni Poli e Stuart Shanks. La ditta si chiama Nero (info@nerocs.org), è operativa dai primi di marzo, e realizza componenti in carbonio. Poli è nato a Populonia, come Maximiliano Valli, il “sarto” di Luna Rossa. «Lui è di Populonia stazione, io di Populonia Alta – precisa il piombinese che compirà 32 anni a maggio – E anch’io ho sempre avuto la passione per il mare. Da piccino facevo vela a Baratti e tutto è iniziato da lì. C’è da dire che non ero tanto portato per la scuola. Ho frequentato lo scientifico, poi il linguistico privato. Dopo il diploma, non sapevo dove sbattere la testa e ho preso la patente nautica per andare sulla barca, l’unica cosa che sapevo fare. Poi cercavo lavoro come skipper, e sono finito a fare manutenzione per le barche, tanto da arrivare anche a costruirle».
«Ho iniziato così a cercare dei posti dove se ne costruissero di livello – prosegue Poli – e sono stato otto mesi in Spagna, prima di tornare in Italia e lavorare un annetto a Livorno, quindi a Savona dove ho conosciuto Stuart. Poi ci siamo persi di vista ed entrambi abbiamo continuato a girare il mondo, ognuno per la sua strada. Io ho cominciato a lavorare per il team russo Gazprom, per la serie TP52, con regate in giro per il mondo. Fra l’altro insieme a Max Valli. Sono stato un anno e mezzo con loro, poi sono andato a Bergamo dove ho incontrato nuovamente Stuart. Per caso un fine settimana siamo stati a Bologna, dove abitava la mia ex ragazza. Stuart si è innamorato di una sua amica di Piombino ed è finito qui. Anch’io sono rientrato a Piombino l’anno scorso, dopo un circuito di gare della SailGp, una serie tipo la Coppa America ma meno famosa».
E, alla fine, l’idea di aprire una ditta. «Sì, abbiamo aperto questo cantiere per componenti in carbonio – spiega Poli – Abbiamo preso in affitto questo capannone di 300 metri quadrati e lo abbiamo allestito con tutto il necessario. Fra pochi giorni, comunque partiamo per le Bermuda. Per fare quello che abbiamo sempre fatto, seguendo le regate e facendo assistenza alle barche. Come fossimo i meccanici della Formula 1. Io parto giovedì, Stuart il 27 e torneremo a fine aprile per dedicarci alla nuova ditta».
«Sì, l’intenzione è di lavorare alla Nero a tempo pieno – afferma Stuart Shanks, il titolare a tutti gli effetti della ditta, 40 anni, originario di Sidney, oggi residente a Salivoli, dove ha preso casa con la fidanzata – Non c’è nessuno in questa zona che fa componenti in carbonio di alta qualità e abbiamo buone prospettive. Quanto a me, a 18 anni, appena finita la scuola, dopo due anni in giro, ho studiato la costruzione delle navi e delle barche e mi sono laureato, riuscendo a lavorare per la Coppa America con Luna Rossa. La prima volta è stata al 2000. Poi ho fatto il giro del mondo con un team spagnolo, quindi in Italia per altri progetti, in Francia, e di nuovo qua. Dove mi trovo benissimo. Il posto è stupendo e posso andare in bici».
Felpa e bermuda neri, Giovanni Poli e Stuart Shanks mostrano con orgoglio la loro neonata creatura, un capannone di 300 metri quadrati a Montegemoli dove si realizzano componenti in carbonio. Dietro al container che raccoglie l’officina, c’è la zona polveri. Dalla parte opposta il locale per le vernici e, più vicino all’ingresso, la cella frigo dove stoccare il materiale e il locale forno dove si fanno le strutture piatte. Nel retro del container, c’è la pompa per il sottovuoto, mentre in mezzo al capannone campeggia la rastrelliera con i vari tessuti di carbonio. «Cosa realizziamo? Potenzialmente qualsiasi cosa – conclude Poli – Il carbonio è il materiale del futuro. Si va dalle automobili alle vasche da bagno, oltre ovviamente ai componenti della nautica. Il nostro obiettivo adesso è di farci conoscere e fare dei bei prodotti. Non vogliamo diventare multimilionari ma fare il lavoro che ci piace e mangiarci, come si dice da queste parti». —
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