Il Tirreno

traffico interrotto dal 15 novembre 

Frana a Campo Lo Feno Si punta a riaprire la strada

Stefano Bramanti
Frana a Campo Lo Feno Si punta a riaprire la strada

Per tornare alla normalità è stata calcolata una spesa di oltre 650mila euro Canigiani (Servizio viabilità della provincia): «Affidare i lavori il prima possibile»  

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Stefano Bramanti

MARCIANA. Pesano i quattro mesi di traffico interrotto nell’anello occidentale isolano. Tutto per la nota frana di crollo di Campo Lo Feno del 15 novembre 2020.

Uno sconvolgimento che complica la vita di centinaia di famiglie, con la chiusura della provinciale 25, oltre Chiessi. Un “fiume” di pietre scese dal Monte Capanne, tra cui massi di 25 tonnellate.

Le cause? Erosione dovuta agli agenti atmosferici sull’ammasso roccioso fratturato. E sono in corso i lavori disposti dai tecnici della provincia con spesa, al momento di circa 300 mila euro, ma per tornare alla normalità occorrono altre 650 mila euro. Impegnati, oltre agli uomini, ruspe, droni, monoblocchi di 1800 chili l’uno, reti protettive. In “servizio” anche un elicottero.

Forse, tra un mese, apertura del traffico stradale in senso unico alternato, in fasce orarie diurne, ma la conclusione di tutto ciò non è definibile nei tempi. La provincia vuole finire il prima possibile.

Riferisce Massimo Canigiani responsabile del Servizio viabilità della provincia e dirigente unico del procedimento: «Dopo l’evento franoso – spiega il tecnico – la provincia ha attivato subito somme urgenze, (interventi di legge con assegnazione immediata di lavori, per la tutela della incolumità pubblica, ndr) facendo agire la ditta Nanni Elba per 126. 742, 45 euro e ulteriori 72. 519, 09 per rivestire l’ammasso roccioso con rete metallica. Incaricato pure lo studio Ingeo di Lucca, per la direzione e realizzazione dei primi interventi di “riduzione del rischio”, che hanno previsto un’opera provvisionale di protezione (che a lavori ultimati sarà rimossa, ndr) con Geobloc in cls a monte della strada e una sovrastante rete ancorata e palificata in legno».

I Geobloc è un monoblocco di 100x100x100 cm del peso 1800Kg, realizzato in calcestruzzo vibrato, che collocato a decine di pezzi, dove è opportuno, può servire a controllare provvisoriamente la frana e frenare eventuali altri movimenti delle pietre pericolanti.

«E quindi prosegue il disgaggio pesante, – continua l’ingegnere –cioè il rimuovere parti di roccia più instabili, pericolanti, rinvenuti anche con l’uso del drone e con sopralluoghi in quota, dopo l’evento franoso. In pratica l’evento franoso è stato causato dal distacco della parte inferiore dell’ammasso roccioso incombente sulla strada che risulta tuttora, anche dopo il suddetto disgaggio, notevolmente fratturato e pericoloso ed è prevista la pulizia del versante e della strada eliminando il materiale che frana a valle. Ed è impegnato da oggi (Ieri, ndr) pure un elicottero per il trasposto, su una piazzola situata nella parte superiore del versante, delle reti e relativi materiali per la posa in opera, con cui sarà effettuato il rivestimento dell’ammasso roccioso, incombente sulla strada».

Con i suddetti primi interventi di “riduzione del rischio”, prosegue il tecnico, anticipati dalla provincia, si presume entro un mese di essere in grado di valutare con la direzione lavori Paolo Barsotti, dello Studio Ingeo, se sarà possibile aprire il tratto stradale in senso unico alternato, con regolamentazione diurna in fasce orarie da definire, mentre nelle ore notturne la strada rimarrà chiusa.

«Oltre a questi interventi, a fine anno 2020, – conclude Canigiani – a seguito di indicazioni da parte della Regione Toscana, abbiamo trasmesso alla stessa, il progetto definitivo dell’importo di 650mila euro, già deliberato e siamo in attesa del relativo finanziamento e tale piano prevede la realizzazione di barriere para massi posizionate sotto gli ammassi rocciosi e ulteriori rivestimenti in rete per ottenere ulteriore “riduzione del rischio”, in termini accettabili, progetto esecutivo già consegnato. La realizzazione di tutto ciò dipende dai tempi del finanziamento e dai tempi tecnici previsti per la gara di appalto che al momento non è possibile prevedere. E’, ovviamente, obiettivo della provincia affidare i lavori in tempi più brevi possibili, compatibilmente con quanto prima detto». –

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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