Il presidio
Govi vuole inaugurare le strutture didattiche di Caselli e Monterufoli
Monteverdi. Da molti anni si lavora alla creazione di un centro di educazione ambientale nelle strutture residenziali di Caselli e Monterufoli, al centro di riserve naturali, una nel comune di Monteverdi, l’altra nel comune di Pomarance, costruite in luoghi di grande suggestione, di grandi silenzi. Sono stati spesi tanti soldi dei cittadini e probabilmente nemmeno questo 2021 vedrà l’avvio delle attività didattiche per cui sono stati spesi. Di ciò la pandemia è responsabile fino ad un certo punto, piuttosto sono i trend della burocrazia, le sue proverbiali lentezze a determinare lo stato di incertezza. Le strutture di Caselli e Monterufoli sono di proprietà pubblica: della Regione, che opera sul posto tramite l’Unione montana Alta Val di Cecina formata dai comuni di Pomarance, Montecatini e Monteverdi. Negli anni ristrutturazioni spesso a singhiozzo le hanno trasformate in residenze-ostello, dotate di servizi e buone strade di accesso. All’interno sale di riunioni per la didattica, per corsi di breve-media durata frequentati da gruppi universitari. In subordine feste e matrimoni (a Caselli, accanto alla costruzione principale c’è anche una graziosa pieve adatta allo scopo). Con un bando pubblico la gestione è stata affidata alla onlus “Insieme».
L’attuale presidente dell’Unione montana è il sindaco di Monteverdi Francesco Govi. Quando venne eletto l’anno scorso prese l’impegno di arrivare all’apertura di Caselli e Monterufoli entro i due anni di durata del suo mandato e di recente ha annunciato di voler organizzare l’inaugurazione ufficiale tra aprile e maggio. Ma il presidente della onlus, Fabio Guiducci, è di diverso parere: «Se le istituzioni vogliono fare l’inaugurazione – ci ha detto – la facciano pure, ma non pretendano che noi li si segua su quel terreno. A Caselli ci sono infiltrazioni da un tetto, non è un grande intervento, ma bisogna farlo. Le staccionate – continua Guiducci – sono marcite. Altri lavori sono necessari a Monterufoli per partire in sicurezza. Inoltre occorre verificare che tutti gli impianti siano a norma». «Se tutto non è a posto – conclude Guiducci – è controproducente iniziare il lavoro, perciò al momento non prendiamo contatti con le università. Inoltre chiediamo di rivedere la convenzione in base alle modifiche fatte e alla Regione un impegno per garantirci la sopravvivenza». —
G. P.
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