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Spugne nella darsena, il progetto va avanti

Spugne nella darsena, il progetto va avanti

Gli organismi sono immersi nelle acque del porto turistico e servono per monitorare e purificare il mare della città

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PORTOFERRAIO. Concessi ulteriori tre mesi di proroga alla scadenza del progetto previsto dalla convenzione tra il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa e il Comune di Portoferraio. Lo ha deliberato la giunta Zini, fissando la fine dell’accordo al 30 giugno 2021. Era stato siglato nel settembre 2019 con l’obiettivo di monitorare la qualità delle acque all’interno del porto turistico darsena medicea. Il rinvio è giustificato dalla necessità di recuperare il rallentamento delle attività causa emergenza Covid-19. «In questo modo – si legge nell’atto amministrativo pubblicato recentemente – è possibile revisionare il cronoprogramma elaborato il 28 aprile 2020, in modo da ottimizzare la gestione delle risorse umane, economiche e massimizzare i risultati che possono essere raggiunti alla fine del progetto».

Stiamo parlando di “QualiPorti”, inserito all’interno del programma di cooperazione “Interreg V-A Italia Francia Marittimo 2014-2020”. Gli amministratori della Biscotteria vi hanno aderito, secondo i rapporti economici e giuridici della convenzione tra Portoferraio e Ajaccio, Comune capofila. In cosa consiste il progetto? Si articola su tre linee principali. La prima è l’azione pilota mirata a valutare l’efficacia di comunità di filtratori (spugne di mare) nell’incrementare la qualità delle acque all’interno della Darsena. La seconda invece riguarda l’attività di monitoraggio della qualità delle acque. Infine la terza linea prende in considerazione le azioni di accompagnamento, divulgazione e capitalizzazione. «Il dispositivo – si legge sempre nella relazione tecnica – si basa sull’identificazione delle potenziali specie di spugne di mare adatte allo scopo. Si concentra poi sullo studio della loro biologia ed ecologia in relazione alle finalità del progetto mediante test in laboratorio e sul campo. Il percorso si concluderà con l’immissione in mare di un impianto pilota per l’allevamento di spugne (stazione di bio-filtraggio)».

Mentre il posizionamento delle strutture per il supporto dei frammenti di spugna (telai metallici e reti in canapa) nella zona sottostante e circostante il pontile “dei residenti” è stato ultimato con successo nel periodo di giugno-agosto, non è invece stata effettuata la disposizione dei frammenti di spugna sulle strutture di supporto. Operazione che era prevista per il mese di luglio scorso. «In quanto – spiega sempre la nota – l’esposizione degli organismi a condizioni aeree durante periodi caratterizzati da temperature elevate come quelle registrate tra la fine di luglio e gli inizi di agosto avrebbe potuto compromettere il successo delle operazioni». Si dovrà procedere, allora, in tal senso. —

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