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Il sindaco Ferrari tiene il punto Il Sib preannuncia ricorso

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piombino. «Le sentenze si rispettano. Le sentenze si applicano. Ma, mi permetto di dire, le sentenze si possono anche commentare» scrive il sindaco Francesco Ferrari.

«Specialmente questa – aggiunge – che di fatto crea un’enclave tutta europea sulla costa toscana, più esattamente nella spiaggia che insiste sul nostro territorio: con la sentenza del Tar di Firenze, che accoglie il ricorso dell’Agcm, oggi abbiamo la notizia ufficiale che la Bolkestein esiste, sì, ma si applica solo a Piombino. Mentre tutti i comuni costieri italiani infatti prorogano indistintamente le concessioni balneari, l’Antitrust ha voluto iniziare a porre la sua attenzione proprio su Piombino. Un’attenzione che ci farebbe molto piacere se solo non andasse a detrimento dei soli nostri imprenditori balneari che noi, con la nostra determina dirigenziale nella quale si applicava la legge dello Stato e prorogava loro le concessioni demaniali fino al 2033, abbiamo voluto tutelare e difendere. Per permetter loro di continuare a fare impresa turistica nel luogo dove avevano scelto di investire».

«Siamo convinti di aver fatto la cosa giusta – aggiunge Ferrari – orfani di Governi che, nonostante i tanti proclami, mai si sono presi la briga di chiarire la questione né di tutelare gli enti pubblici lasciati soli a fronteggiare, con le proprie risorse, la complessità di una vicenda che ha proporzioni che superano i modesti confini dei territori che siamo chiamati ad amministrare. Oggi però spiace constatare che l’unico Comune a fare giurisprudenza a sé è il nostro. Evidentemente, in Italia, tutte le spiagge sono uguali. Ma alcune sono più uguali di altre».

Secondo il presidente di Sib-Confcommercio, Antonio Capacchione, la sentenza del Tar «è discutibile non tanto perché contrasta con l’orientamento espresso da altri giudici amministrativi, quanto per la debolezza e fragilità delle sue motivazioni: in essa si prescinde da ogni considerazione sulle non accolte solide e fondate eccezioni processuali circa la carenza e tardività del ricorso dell’Antitrust per esaminarne il merito. Si ricorderà che la sentenza della Corte di giustizia europea del 14 luglio 2016 “Promoimpresa” ha stabilito che l’applicazione della Bolkestein presuppone la scarsità della risorsa, e lo stesso Tar di Firenze è costretto a riconoscere che per la Corte di giustizia Ue è “rimessa al giudice nazionale la valutazione circa la natura scarsa o meno della risorsa naturale attribuita in concessione”. Orbene, il Comune di Piombino dimostra che la risorsa nel suo territorio è tutt’altro che scarsa, ma per il Tar di Firenze semplicemente “le spiagge sono beni naturali il cui numero è ontologicamente limitato”».

Insomma, «una sentenza fragile e contraddittoria che, ne siamo certi, sarà annullata in appello dal Consiglio di Stato ma che conferma quanto da noi da tempo affermato sulla necessità e urgenza di un intervento chiarificatore del governo. Per i balneari la misura è colma». —

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